L’ultima seduta del Consiglio Comunale ha visto un botta e risposta piuttosto acceso tra Marco Neri (Movimento 5 Stelle) e Stefano Bertozzi (Fratelli d’Italia), durante le dichiarazioni di voto per l’approvazione del nuovo Piano di Protezione Civile.

La presidente Martinez è dovuta intervenire, minacciando la sospensione della seduta per dieci minuti.

I toni si sono poi abbassati e si è proceduto alla votazione, che ha visto il voto contrario del capogruppo di Fratelli d’Italia.

L’intervista a Stefano Bertozzi

Bertozzi, per quanto riguarda il progetto per la sicurezza idraulica del Borgo, si è invece schierato con la maggioranza.

“Di fronte a proposte che apportano vantaggi ai cittadini non ho problemi a votare con la maggioranza, pur con alcuni distinguo politici.

L’area di via Cimatti, per contenere le eventuali esondazioni del Marzeno, è un buon progetto, che abbiamo avuto modo di approfondire in questi mesi e che raccoglie le istanze del Comitato Borgo. Non è invece andata così per quanto riguarda il Piano di Protezione Civile.”

Ovvero?

Innanzitutto la delibera presentata contiene delle inesattezze, come confermato anche dal segretario comunale. Leggendola infatti non si riesce a capire se si tratti di un nuovo Piano di Protezione Civile o piuttosto di un aggiornamento di un Piano esistente.

Non si può certo banalizzare il fatto che sia stato approvato un documento così importante per la città, sulla base di una delibera inesatta. Non è però questo l’unico aspetto che ha portato al mio voto contrario.

Quali sono le sue perplessità?

Le norme nazionali indicano molto chiaramente che durante la redazione di un Piano di Protezione Civile deve essere assicurata la partecipazione dei cittadini.

Questa fase partecipativa, prevista dal legislatore nazionale, manca completamente. Durante la stesura del Piano non sono state coinvolte né le associazioni né i comitati nati post alluvione, che nei mesi scorsi avevano chiesto a gran voce una miglior governance, a livello di protezione civile.

Per una volta la maggioranza poteva non dimostrarsi sorda e ascoltare la città, soprattutto su un tema così delicato, dopo i noti eventi alluvionali.

Sta dicendo dunque che il nuovo Piano è un documento calato dall’alto?

Sì, perché è stato redatto sulla base di un elaborato tecnico, preparato da una società esterna mentre non sono state raccolte le istanze dei cittadini. Inoltre noi consiglieri abbiamo avuto solo una decina di giorni per esaminarlo e si tratta di un documento corposo.

Da questi presupposti è nata la mia proposta, che ho presentato in Consiglio Comunale.

Cosa ha proposto?

Visto che è necessario garantire la partecipazione attiva dei cittadini ho chiesto di ritirare la delibera, riscriverla correttamente e poi ripresentarla, dopo aver aperto anche tavoli di confronto con la cittadinanza. In questo modo, in occasione del prossimo Consiglio Comunale potevamo approvare un Piano di Protezione Civile, più partecipato ed efficace.

Dalla maggioranza però l’hanno accusata di voler ritardare l’approvazione del Piano, aggrappandosi a cavilli burocratici.

Non ho alcun interesse a fare ostruzionismo politico su un tema che riguarda la salvaguardia e l’incolumità delle persone. Avrei potuto cercare di ottenere, forzatamente, l’annullamento della delibera ed invece ho chiesto solo un rinvio di circa un mese, visto che la prossima seduta del Consiglio Comunale è in programma a fine aprile.

Il Piano è invece stato approvato, con 16 voti favorevoli e 6 contrari. Perché, secondo lei, non si poteva aspettare nemmeno un mese in più?

C’è stata una precisa volontà politica nel procedere all’approvazione del Piano così com’è, senza coinvolgere la popolazione e francamente fatico a capire le motivazioni.

Questa urgenza mi porta a pensare che nel Piano di Protezione Civile, precedentemente in vigore, ci fossero delle lacune da colmare il prima possibile, per evitare responsabilità dirette, in caso di problemi o disservizi, in fase di emergenza.

Entrando nei contenuti del Piano, c’è qualche aspetto che non la convince?

Come consiglieri abbiamo avuto poco tempo per entrare nel merito ma sul tema delle idrovore, a mio parere, non sono state raccolte le riflessioni presentate dai Comitati. E’ vero che il cosiddetto Piano Idrovore è entrato a far parte della pianificazione di Protezione Civile però il presidio e la gestione delle pompe rimandano al contratto di servizio con il gestore, ovvero Hera. Su questo punto dunque non c’è ancora la dovuta chiarezza. Ho, tra l’altro, chiesto di visionare questo contratto, facendo accesso agli atti ma non ho ancora avuto modo di vederlo.

Samuele Bondi