Sabato 15 marzo a Fusignano Sergio Trancossi ha festeggiato, al ristorante con tutta la famiglia, i suoi 100 anni, compiuti lunedì 10. Per l’occasione, il sindaco Nicola Pondi gli ha portato un mazzo di fiori quale augurio a nome di tutta la cittadinanza.
Sergio è nato il 10 marzo del 1925 nelle campagne di Masiera e ha vissuto per gran parte della sua vita a Fusignano. Essendo cresciuto nei pressi di una vecchia fornace, il suo soprannome da bambino era «e Furnarein» («il fornarino»), mentre qualche anno dopo è diventato per tutti «Toni». Anche nipoti e pronipoti oggi lo chiamano «zio Toni».
Negli anni della guerra riuscì ad evitare l’arruolamento fingendosi mentalmente instabile, dopo che il fratello maggiore era stato mandato al fronte. In questo modo Sergio riuscì ad unirsi ad una brigata di partigiani, affrontando con coraggio mille pericoli e peripezie, oggetto di racconti che ancora oggi tramanda a nipoti e pronipoti con orgoglio.
Ad aiutarlo in quegli anni terribili era anche la futura moglie Lidia, che faceva la staffetta e insieme a Sergio ha affrontato grandi pericoli.
Sergio ha fatto l’agricoltore per tutta la vita, convivendo con la moglie Lidia che è venuta a mancare prematuramente, negli anni ’70. Non ha avuto figli ma è circondato dall’affetto di nipoti e pronipoti, fino al quarto grado. Da trent’anni convive con Olga, la nuova compagna ormai novantenne, in una casa a Fusignano in cui abitano anche gli altri familiari più stretti.
Insieme alla passione per il ballo e per la caccia, che ha praticato fino a una decina d’anni fa insieme ai suoi amati cani, Sergio Trancossi ha sempre coltivato anche quella per la lettura.
Nonostante abbia frequentato le scuole solo fino all’«avviamento professionale» (ai 14 anni), è stato un grande lettore e si è tenuto informato per tutta la vita, allenando la mente anche attraverso i cruciverba. Conserva gelosamente le sue pagelle, che esibisce con orgoglio.