In occasione della 33^ edizione delle Giornate Fai di primavera, a Faenza il 22 e 23 marzo è stato proposto al pubblico un suggestivo percorso nell’800. Alcuni studenti del Persolino-Strocchi in veste di “apprendisti ciceroni” insieme ai volontari del Fai, hanno guidato i visitatori alla Capanna Rustica del Dopolavoro ferroviario e al Fontanone raccontandone la storia. Per capire come è stato sviluppato questo progetto all’interno della scuola, abbiamo intervistato Margherita, 18 anni, studentessa del quarto anno di grafica, che ha partecipato alle Giornate Fai in qualità di apprendista cicerone.

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Intervista a una studentessa “Apprendista Cicerone”

Perchè hai deciso di prendere parte a questo progetto?

Ho deciso di partecipare a questo progetto perché volevo mettermi alla prova e vedere se riuscivo ad affrontare la pressione di parlare in pubblico davanti a molte persone che non conosco e anche più grandi di me. L’ho fatto anche per imparare cose nuove del territorio che prima non conoscevo e che poi si sono rivelate interessanti.

Come vi siete preparati?

Abbiamo fatto un incontro a scuola con la professoressa di storia dell’arte Ilaria Piazza che ci ha raccontato la storia dei beni di cui avremmo dovuto parlare, ci ha mostrato delle foto e ci ha spiegato che cosa esattamente avremmo dovuto fare. La seconda parte della preparazione è stato il sopralluogo dove abbiamo visitato i beni di persona e abbiamo fatto una prova di esposizione dei contenuti tra di noi per vedere se riuscivamo a rispettare i tempi stabiliti per le visite.

Cosa hai raccontato durante le visite?

Ho parlato dell’esterno della Capanna Rustica, anche se ciò che mi ha colpito di più è l’interno, dove ci sono splendidi dipinti a tempera e le vetrate originali che risalgono all’800. Anche il Fontanone, di cui però non ho parlato hai visitatori, mi ha colpito molto perché ci sono delle parti della struttura esterna che richiamano l’arte antica, ad esempio i capitelli.

Avevi timore di qualcosa o ti sentivi pronta?

In realtà mi sentivo pronta ad affrontare questa sfida. Avevo studiato molto i materiali che mi aveva dato la mia professoressa. Però, ero un po’ preoccupata. La cosa che mi spaventava di più era di dimenticare qualche informazione importante o di non saper rispondere bene alle domande delle persone. Avevo paura che l’emozione mi facesse fare brutta figura e che non mi ricordassi le cose quando servivano.

Pensi che il Fai possa riuscire a far apprezzare il nostro territorio anche ai più giovani?

Penso di si perché noi, che facciamo i ciceroni, impariamo ad apprezzare pezzi della storia del territorio studiandola, mentre chi ci ascolta è curioso di scoprire cose nuove e questa curiosità attira le persone, anche i più giovani, a venire alle giornate del Fai.

Hai mai fatto qualcosa di simile o è stata la prima volta?

E’ stata la prima volta che partecipavo a una attività simile, ed ero molto emozionata ma anche abbastanza tranquilla e sicura che sarebbe andata tutto bene.

E’ andato tutto bene come ti aspettavi?

Sì, è stata davvero una fantastica esperienza e mi sono divertita molto. Ho conosciuto persone nuove della mia scuola e ho fatto amicizia.

C’era molta gente alle visite?

No non c’erano troppe persone ma nemmeno poche, direi il giusto. Sabato mattina sono addirittura venute tre classi del Persolino-Strocchi accompagnati dai professori, non me lo aspettavo, ma è stato bello raccontare la storia della Capanna Rustica ai miei coetanei.

Sono venuti molti altri giovani a visitare questi luoghi?

Non molti, sono venuti alcuni bambini con i loro genitori e molti anziani che si sono dimostrati molto interessati a ciò che spiegavo loro. Alcuni mi hanno fatto i complimenti e ne sono stata davvero molto felice.

Ti piacerebbe ripetere quest’esperienza il prossimo anno?

Si, mi piacerebbe molto, perché mi sono davvero divertita e mi è piaciuto studiare e raccontare agli altri cose del territorio che prima anche io ignoravo.

Qual è stato il momento più bello per te?

Per me il momento più bello è stato quando ho spiegato per la prima volta davanti alle persone ciò che sapevo della Capanna Rustica e mi hanno fatto i complimenti. Mi sono sentita una vera guida turistica ed è stato molto appagante.

È un’esperienza che consiglieresti ai tuoi coetanei?

La consiglio assolutamente a tutti, soprattutto a chi è molto interessato alla storia dell’arte o anche a chi vuole fare amicizia, perché si ha modo di incontrare e parlare con molte persone della propria età. Questa iniziativa mi ha permesso di avere più fiducia in me stessa e penso che possa aiutare anche altri miei coetanei.

Martina Savini