Il 23 gennaio scorso alle Scuole Sant’Umiltà di Faenza si è tenuta la presentazione ufficiale del nuovo Protocollo antibullismo, sviluppato in collaborazione con Fidae (Federazione istituti di attività educative). L’evento ha rappresentato un momento di dialogo con le famiglie e il territorio, confermando l’impegno della scuola per un ambiente educativo sicuro, inclusivo e proattivo nella prevenzione del bullismo. La presentazione è stata arricchita dagli interventi di Virginia Kaladich, presidente Fidae, Ernesto Diaco, direttore dell’ufficio Scuola della Cei, monsignor Michele Morandi, vicario generale della diocesi ed Emanuele Montemarano, legale nazionale Fidae, che ha presentato il percorso di formazione dedicato al personale della scuola e i documenti prodotti con i referenti coinvolti.

Formazione e prevenzione

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Nel corso della presentazione, Fidae ha consegnato un attestato di Scuola Sicura alle Scuole Sant’Umiltà, riconoscendo l’impegno dell’istituto. Il protocollo si distingue per un approccio sistemico che integra: prassi e codici di comportamento chiari per alunni e personale; progetti di prevenzione, che coinvolgono tutta la comunità scolastica; formazione continua del personale educativo e amministrativo, con particolare attenzione alla dimensione integrale dell’individuo. Uno dei punti centrali del protocollo è la sua capacità di guardare oltre la risposta ai singoli episodi di bullismo. Il focus sulla prevenzione si traduce in: programmi educativi mirati, per promuovere empatia, responsabilità e inclusione; sessioni formative per il personale, volte a riconoscere e gestire situazioni di disagio; iniziative di sensibilizzazione, rivolte anche alle famiglie, per favorire il dialogo e la cooperazione tra scuola e casa. Sant’Umiltà, grazie al supporto di Fidae e alla collaborazione con la comunità, si pongono come un modello di riferimento per un’educazione sicura e inclusiva.

Gli interventi

relatori

La professoressa Kaladich ha sottolineato l’importanza della comunità scolastica come luogo aperto a tutti, pur nella difficoltà economica che alcune famiglie possono manifestare. «La Scuola cattolica sia comunque accogliente per tutti coloro che desiderano sceglierla». Nel suo ruolo di presidente Fidae ha sottolineato la necessità che a livello politico si riconosca in maniera fattiva l’importanza delle Scuole paritarie cattoliche, con particolare riferimento alla mai concretizzata legge sulla Parità di cui a marzo ricorrono i 25 dalla promulgazione. Nel suo intervento Montemarano ha comunicato le linee guida del protocollo antibullismo. Tra queste la costituzione di un Tavolo Permanente di Monitoraggio composto da rappresentanti della direzione, dei genitori, degli alunni, dai referenti antibullismo e da esperti interni ed esterni. Vengono qui definite le procedure per la segnalazione degli episodi di bullismo e l’attivazione di un team di emergenza nei casi più gravi. Monsignor Morandi ha invitato a «riconoscere e accogliere le fragilità in noi e nelle persone con cui veniamo in contatto. Sia questo il primo passo per prevenire il fenomeno del bullismo e dell’abuso». Il prof. Diaco ha promosso «la visione della scuola come comunità di persone, chiamata a prendersi cura di ciascun bambino e ragazzo per far fiorire la sua unicità».

La donazione di Agesc

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All’incontro hanno portato i loro saluti Giovanna Randi, presidente della Fondazione Marri Sant’Umiltà, che ha ribadito l’impegno delle scuole a restare accanto a tutti, in un’ottica di accoglienza. Umberto Palaia, presidente nazionale dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche), ha evidenziato il ruolo attivo delle famiglie nella promozione di un clima educativo sereno. Martina Laghi, assessora all’istruzione, ha lodato l’iniziativa come modello virtuoso di collaborazione tra scuola e istituzioni. Palaia, come presidente Agesc, ha inoltre consegnato alla scuola un contributo in supporto a quanto subito a causa dell’alluvione di maggio 2023.

Paola Babini