Il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore il 14 dicembre scorso, ha introdotto un inasprimento delle sanzioni per chi viene sorpreso alla guida in stato di ebbrezza. La soglia è sempre la stessa da più di vent’anni: chi viene fermato alla guida con più di 0.5 di tasso alcolemico riceve una sanzione, mentre per i neopatentati il limite è 0 già da tempo. Quello che cambia, come ormai si sa, è l’entità delle sanzioni: se nel corpo scorre troppo alcol, fioccano multe salate. Si va da 1.500 a 6.000 euro, con la possibilità di sospensione della patente fino a due anni e, nei casi più gravi, l’arresto da sei mesi a un anno. Inevitabile la ricaduta sul consumo di alcolici. Se i dati nazionali indicano un calo di consumi addirittura tra il 30 e il 40%, le nuove norme non sembrano preoccupare i ristoratori faentini che stanno diversificando l’offerta tra wine bag e bevande analcoliche.

Gli effetti forse a fine mese

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Fabio Olmeti, titolare de La Baita

Nonostante il periodo natalizio abbia inizialmente attenuato la paura delle multe, tra pranzi e cenoni, c’è chi qualche cambiamento lo ha notato. Fabio Olmeti, titolare della storica osteria La Baita di via Naviglio, sottolinea come l’inasprimento delle sanzioni potrebbe portare a una riduzione delle vendite di alcolici, soprattutto nei giorni feriali, quando tra i clienti ci sono molti professionisti in viaggio per lavoro. «È ancora troppo presto per capire l’impatto reale della normativa – spiega -. Dopo i pranzi e le cene di dicembre, gennaio è sempre il “mese della cipolla”, come diciamo noi». È anche il periodo di diete e sensi di colpa dopo i bagordi delle feste. «Un mese poco indicativo del trend reale dei consumi. Certo un calo potrebbe esserci, specialmente durante la settimana quando arriva la clientela che viaggia per lavoro – precisa Olmeti -. Anche il weekend potrebbe risentirne, soprattutto per chi deve affrontare lunghi spostamenti in auto per cenare fuori – spiega Olmeti -. Non è tanto il bicchiere in più a fare la differenza, quanto piuttosto la vendita di superalcolici a fine pasto a ristentirne, come amari, limoncelli e digestivi». Un trend in calo da tempo, destinato inevitabilmente a scendere ancora. «Molti preferiranno rinunciare all’ammazzacaffè piuttosto che al vino in accompagnamento ai piatti – aggiunge il titolare de La Baita -. Diverso naturalmente il discorso per la nostra affezionata clientela faentina. Lì ci auguriamo che non arrivino sorprese». Da tempo nel ristorante viene offerta la possibilità di portare a casa il vino avanzato, pratica che ora potrebbe diventare ancora più diffusa. «Abbiamo sempre avuto la wine bag, per chi non finisce la bottiglia e vuole portarla a casa» conclude Olmeti.

Bevande e cocktail analcolici

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Il barman Eduardo del Bistrò Rossini prepara gli aperitivi analcolici

Per evitare l’effetto sorpresa, c’è già chi si è organizzato, specie per gli aperitivi. Se il vino dealcolato in commercio non convince barman e ristoratori, molto gettonati invece sono i cocktail analcolici o a base di frutta. Sono i mocktail, amatissimi dalla gen z e ora entrati a pieno titolo nel menù degli aperitivi. Hanno lo stesso sapore degli equivalenti alcolici, ma evitano sbronze e sanzioni. Michele Pistillo, del Bistrò Rossini di piazza del Popolo, racconta come il locale abbia ampliato l’offerta di cocktail analcolici e bevande a base di frutta fresca, intercettando una tendenza sempre più diffusa, specie tra i giovani. «Non abbiamo registrato un calo nelle vendite – spiega -. Semplicemente ci siamo adeguati, offrendo un’ampia scelta di gin tonic analcolici, oltre a superalcolici senza alcol, che stanno riscuotendo un enorme successo. Stesso sapore, ma zero alcol – precisa -. Abbiamo la wine bag, ma proponiamo spesso le bottiglie da mezzo litro o i calici. Chi vuole bere un bicchiere non deve per forza acquistare una bottiglia intera». Resta da vedere, nelle prossime settimane se e quanto il giro di vite sulle sanzioni influirà sui comportamenti di chi si siede a tavola.

Barbara Fichera