E’ morta oggi, mercoledì 26 febbraio, Maria Gioia Tavoni, bibliografa e storica del libro.
Nata a Bologna, Tavoni dal 1973 al 1983 è stata direttrice della Biblioteca Manfrediana e da allora ha sempre mantenuto un forte legame con Faenza, città in cui è tornata poi più volte per condividere progetti culturali o presentare le proprie opere, che hanno scandagliato la storia del libro, dalle origini ai giorni nostri.
Sotto la sua direzione la biblioteca vide una forte crescita dei servizi offerti e parallelamente degli utenti. Si devono a lei numerose iniziative culturali e lo sviluppo della sala ragazzi della biblioteca.
Conclusa l’esperienza faentina, Tavoni è stata docente di Biblioteconomia alla Università di Pisa e poi, dal 1987, docente di Bibliografia e Storia del Libro all’Università di Bologna.
Fin dagli anni faentini ha ideato e realizzato importanti mostre volte a far conoscere il patrimonio librario italiano, prendendo parte anche a qualificati progetti di ricerca internazionali.
Nel 2024 era tornata in città per presentare “Libri all’antica, le edizioni dell’Elefante“, una delle sue ultime pubblicazioni, dedicata alla piccola casa editrice romana dell’Elefante, fondata nel 1964 da Enzo Crea e specializzata in edizioni d’arte e riproduzioni di testi rari e antichi.
La nota di cordoglio dell’amministrazione comunale di Faenza
Con profondo cordoglio apprendiamo della scomparsa di Maria Gioia Tavoni, avvenuta nella mattina del 26 febbraio 2025.
Maria Gioia Tavoni ha diretto la Biblioteca Manfrediana dal 1973 al 1983, introducendo elementi innovativi nella gestione dell’Istituto. Sotto la sua guida, la biblioteca di Faenza si orientò verso un più stretto collegamento con il territorio, le altre biblioteche e le istituzioni scolastiche, diventando rapidamente un punto di riferimento per l’attività culturale locale.
Tra le iniziative più significative, si ricorda l’organizzazione di importanti mostre per valorizzare il vasto patrimonio della biblioteca, prima fra tutte “La biblioteca sconosciuta”. Sempre in quel periodo ebbe inizio la collaborazione con Palazzo Milzetti.

Durante la sua direzione, nel 1974 venne istituito il Gabinetto stampe e disegni, che oggi conta oltre 5.000 unità, e nel 1980 furono avviati i lavori di recupero dei fondi librari danneggiati dal bombardamento del 1944. Rimasti chiusi in casse per oltre trent’anni, questi ritrovarono una collocazione nella Sala del Settecento, prezioso scrigno restaurato grazie al suo intervento.
A lei si deve inoltre l’apertura dell’emeroteca – oggi spazio giovani – e, nel 1976, quella della biblioteca decentrata di Reda, seguita pochi anni dopo da quella di Granarolo.
Successivamente, dal 1987, fu docente all’Università di Pisa e in seguito ordinaria di Archivistica, Biblioteconomia, Bibliografia, Storia del libro e Storia delle biblioteche all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, fino al 2009.
Autrice di numerosi testi, tra cui un manuale dedicato alle biblioteche minori (Roma, 1981), scritto con Anna Rosa Gentilini (1951-2010), collaborò assiduamente con importanti riviste professionali italiane.
Anche dopo la sua esperienza faentina, Maria Gioia Tavoni mantenne uno stretto legame con la nostra città e con la Biblioteca Manfrediana, di cui fu ospite nel 2019 in occasione dell’edizione aggiornata di “Il libro, il popolo, il territorio”, frutto di una ricerca innovativa per individuare percorsi di lettura e formazione più rispondenti alle esigenze della comunità.
L’Amministrazione comunale di Faenza e tutti i dipendenti della Biblioteca Manfrediana, che ancora la ricordano con stima e affetto, esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia.