Per l’Ucraina e per l’Europa quello che si sta preparando in vista della pace, auspicata e necessaria, ha sempre più i connotati di una mezza catastrofe, perché a Trump interessa riallacciare buoni rapporti con Putin e mettere in difficoltà l’Unione Europea. E’ evidente che i dirigenti europei non hanno ancora preso la misura di quello che è accaduto a Washington con l’elezione del nuovo presidente. Fino ad ora hanno ragionato sulla base dell’alleanza irrinunciabile con gli Stati Uniti, unica garanzia di democrazia per l’Occidente, ma ora non è più così.

In Europa sta prendendo forma una divisione in tre blocchi. Da una parte i Paesi chiaramente filo-russi, l’Ungheria di Orbán e la Slovacchia di Fico; dall’altra i baltici, gli scandinavi e la Polonia, gli unici che aiutano davvero l’Ucraina e che stanno già immaginando che ci sarà una nuova guerra, sul suolo dell’Unione europea, nei prossimi anni; infine coloro che esitano, la Germania ma anche l’Italia e la Francia, che ripetono le formule sulla vicinanza all’Ucraina, ma nel concreto hanno poco margine di manovra. 

Dal riferimento ai morti della Seconda guerra mondiale, al concetto di “buon senso”, ai toni rispettosi riservati a Putin, Trump sta lasciando intendere che non sarà lui a difendere l’Ucraina e l’Unione Europea. Basta riflettere su come si sta rapportando agli alleati della Nato, al Canada che deve diventare il 51° Stato americano, alla Danimarca alla quale vuole sottrarre la Groenlandia. Insomma Putin, purtroppo, pare avviato a ottenere uno straordinario successo, non sul piano militare, visto che in tre anni siamo quasi a una guerra di trincea, ma dal punto di vista politico, riuscendo nell’obiettivo storico prima dell’Unione Sovietica e poi della Russia, di separare gli occidentali, e in particolare l’Europa dall’America e anche gli europei al loro interno, fidando sul fatto che anche Trump è allineato su questa ipotesi. 

Sono le sconfitte militari a fare cadere i dittatori: Hitler, Mussolini o Milosevic che siano. Non importano le sofferenze del popolo, non importa quante centinaia di migliaia di ragazzi russi Putin abbia mandato a morire al fronte. Trump gli sta dando ragione e Putin sarà ancora più forte davanti alla sua opinione pubblica. In più incombe la Cina: a quanto hanno rivelato fonti americane e cinesi al Wall Street Journal, nelle ultime settimane Pechino ha offerto alla Casa Bianca un intervento per facilitare un vertice tra Trump e Putin e, dopo il cessate il fuoco, l’invio di un contingente cinese armato per la necessaria operazione di peacekeeping. In questa partita rischia di restare fuorigioco l’Europa. Trump ha già detto che gli europei dovrebbero limitarsi al lavoro sporco: garanzia della sicurezza ucraina e spese militari. Salendo sul treno del dialogo russo-americano, la Cina potrebbe ottenere in cambio una tregua con Washington sul fronte commerciale e lasciare scoperta e dunque ancora più debole l’Unione europea. Si sta profilando sempre più una nuova guerra fredda tra democrazie e autocrazie, all’interno delle quali stanno virando velocemente anche gli Stati Uniti: l’interesse vitale per l’Europa è creare le condizioni per il suo ruolo nel mondo, confermando il valore del sistema democratico quale bussola nelle relazioni tra gli stati.

Tiziano Conti