Un piccolo bistrot italiano con quaranta coperti a Coconut Grove, quartiere residenziale nella zona sud di Miami che è stato da subito un successo.
Lo ha aperto in un mese il faentino Mattia Cicognani, insieme a Ignacio Lopez Mancisidor e ad Andrea Fraquelli, le cui radici familiari risalgono al Savoy Hotel di Londra. Cotoletta, questo il nome del locale progettato da Eduardo Suarez, si basa su una formula originale: offre un menù fisso per due al prezzo di 80 dollari con un piatto unico, la cotoletta alla milanese, preparata con rosmarino e scorza di limone dall’Executive chef Giulio Rossi. Anche l’arredamento è pensato per evocare la sensazione di un classico bistrot italiano, con tanto di foto di famiglia alle pareti. Il locale si trova in una zona iconica di Miami, la più antica, oggi meta di turisti, studenti e artisti che si alternano in concerti ogni sera. Mattia Cicognani, 34 anni appena, da circa otto mesi si è trasferito fa Faenza a Miami dove ora è pronto a lanciare un nuovo ristorante sulle sponde del Little River, il fiume principale della città. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare la sua avventura imprenditoriale negli Stati Uniti.
Intervista a Mattia Cicognani

Mattia, ci eravamo lasciati con il progetti del San Lorenzo e ti ritroviamo a capo di una nuova avventura. Com’è nata l’idea?
Per caso. Stavamo lavorando all’apertura del San Lorenzo, il motivo per cui sono venuto qui, ma la burocrazia ci ha fatto perdere tempo. Uno dei miei soci, Ignacio, aveva già una piccola società a Coconut Grove e, per non rimanere fermi, abbiamo deciso di rilevare un piccolo locale di 40 coperti e aprirlo in un mese.
Come avete sviluppato il concept?
Puntando su un solo piatto, la cotoletta alla milanese. La versione classica, con l’osso impanato e fritta, è molto difficile da trovare a Miami. L’idea ha incuriosito la stampa locale, e il successo è stato immediato. È un piatto che piace a tutte le generazioni, dai bambini ai nonni. Vogliamo ricreare lo spirito della convivialità italiana: a tavola si condivide lo stesso piatto, proprio come a casa.
Un menù unico insomma.
Serviamo solo cotoletta, accompagnata da un contorno a scelta: pasta al pomodoro o alle zucchine, insalata di rucola o patate fritte. Il piatto è per due persone a 80 dollari, un prezzo molto competitivo per Miami, dove il costo della vita è alto. Offriamo anche un aperitivo con arancino al tartufo e bruschetta, pomodorini e burrata. I vini sono pochi ma selezionati: Chianti, Gavi, Champagne o Prosecco.
Chi ha avuto l’idea?
Andrea, suo nonno è stato il primo a portare in tavola la cotoletta accompagnata dalla pasta. Negli anni è diventata la sua firma.
E siete sempre pieni.
Sì, venerdì e sabato facciamo oltre 200 coperti, con turni dalle 17.30 fino alle 22. Il servizio è veloce, la gente resta a tavola circa un’ora e un quarto. Vogliamo che il nostro ristorante sia un luogo accogliente, elegante ma senza eccessi, con un’atmosfera che richiama la tradizione italiana senza cadere nei soliti cliché.
Ad esempio?
Appese al muro ci sono locandine del teatro comunale di Bologna e stampe che raffigurano cravatte che provengono da mie collezioni e raccontano dell’eleganza italiana. I tavoli sono piccoli e stretti e parlano di convivialità.
Dopo Cotoletta, arriverà San Lorenzo. Che tipo di ristorante sarà?
Puntiamo su un ambiente raffinato, con un servizio impeccabile e personale elegantissimo. San Lorenzo sorgerà sulle sponde del Little River, avrà un molo per l’attracco delle barche e accoglierà tra 150 e 180 persone a turno, a pranzo e cena. Anche il progettista, Alessio Bernardini, è italiano doc.
E la cucina?
Semplice ma raffinata. Non vogliamo una cucina che deve essere spiegata, ma che va gustata e apprezzata. Il menù sarà seducente e chic: dalla tagliatella al ragù, al carpaccio Cipriani, fino alla parmigiana, tutto sarà preparato con ingredienti italiani di prima qualità. Miami ha una scena gastronomica di alto livello. L’executive chef sarà sempre Francesco De Rosa, mentre la sous chef sarà Martina Sabbioni.
Dopo Miami, pensate di espandervi?
Cotoletta è un format facilmente replicabile, e stiamo già cercando altre location in Florida e non solo. Per il futuro, sogno di portare Cotoletta e San Lorenzo anche in Italia, per raccontare questa esperienza e condividerla con il pubblico italiano.
Com’è la vita da imprenditore a Miami?
Mi sono trasferito a giugno e devo dire che qui si lavora molto bene, sia da imprenditori sia da dipendenti. Il costo della vita è alto, ma gli stipendi sono adeguati. La città è sicura, pulita e molto accogliente. C’è una bellissima comunità di italiani che fa impresa, e ho avuto modo di conoscere anche il console e il vice console, con cui ho stretto ottimi rapporti.
E il clima aiuta…
Certo. Oggi, ad esempio, ci sono 26 gradi, è un posto straordinario per vivere e fare impresa.
Barbara Fichera














