Una boccata d’ossigeno per Lafert di Fusignano, l’azienda a rischio chiusura dopo il disimpegno annunciato un mese fa dal gruppo proprietario, che ha sede centrale a San Donà di Piave, in Veneto. La svolta è arrivata giovedì scorso, dopo un incontro in Regione tra rappresentanze sindacali (Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, Rsu aziendale) vertici della Lafert, l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, e il sindaco di Fusignano Nicola Pondi. «Una riunione lunga – ha spiegato Paolo Biffi della Fiom di Lugo – che ha occupato l’intero pomeriggio e parte della serata. Alla fine però siamo giunti ad un accordo che ha convinto anche i lavoratori della Lafert a cui è stato presentato lunedì 24 febbraio». Con la votazione avvenuta quasi all’unanimità da parte degli operai l’accordo diventa ora operativo.

Cosa prevede l’accordo

L’azienda ha ritirato la procedura di licenziamento per i 55 dipendenti, «garantendo per i prossimi 12 mesi – aggiunge Biffi – una continuità produttiva del sito di Fusignano». Verrà attivato dal primo marzo un contratto di solidarietà della durata di un anno grazie agli ammortizzatori sociali conservativi. «L’azienda – precisa Biffi – ha deciso quindi di non lasciare nessuno a piedi nell’immediato. L’accordo raggiunto, inoltre, porta molte tutele, lasciando ad ognuno la libertà di rimanere o andare». Il ricorso al contratto di solidarietà «porterà a una riduzione delle ore lavorative – spiegano i vertici della Lafert – senza compromettere l’occupazione, consentendo così ai dipendenti di mantenere il proprio posto di lavoro durante questo periodo di transizione».

L’incarico ad un advisor per cercare una reindustrializzazione del sito

L’ultima parola sullo stabilimento di Fusignano quindi, non è ancora detta. Non solo. «È stato assegnato un incarico ad un advisor suggerito dalla Regione – conclude Biffi – per cercare una possibile reindustrializzazione del sito». Si tratta di un’agenzia di consulenza pagata dall’azienda, che verrà presentata nelle prossime settimane e che cercherà un acquirente per lo stabilimento nella speranza di assicurare al sito la continuità produttiva. “Da parte nostra – precisa Cesare Savini, AD Lafert S.p.a. – ribadiamo l’impegno affinché nel sito di Fusignano si possano realizzare nuove prospettive di occupazione con altri soggetti imprenditoriali”.

La soddisfazione dei sindacati

Soddisfazione è stata espressa dalle tre sigle sindacali. «Il risultato ottenuto con il supporto della Regione è di valore per il territorio di Fusignano – precisano in una nota congiunta – perché difende l’occupazione e il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, garantisce il mantenimento di attività produttive nel sito e impegna l’azienda a non smobilitare, dovendo mettere in campo le iniziative per la sua reindustrializzazione in un percorso che sarà costantemente monitorato da organizzazioni sindacali e istituzioni». Lafert Group ha sede a San Donà di Piave (Venezia) e, oltre a Fusignano, ha uno stabilimento anche a Noventa di Piave (Ve). Fa parte, a sua volta, della giapponese Sumitomo. Sono complessivamente oltre 800 i dipendenti, di cui unaal momento 55 nello stabilimento di Fusignano.


Barbara Fichera