Tutto tace e tutto si muove attorno alla nuova sala slot che aprirà in via Granarolo a Faenza, la sesta in città. I lavori all’interno del capannone procedono, ma non c’è ancora una data di apertura. Nel frattempo in questi mesi sono andate calando la protesta e la disapprovazione per l’apertura di questo spazio lungo una delle vie principali d’ingresso alla città e vicino ad alcuni luoghi sensibili come scuole, parrocchie, campi sportivi. Una situazione che è bene tenere monitorata, anche alla luce dei dati che vedono il gioco d’azzardo in aumento in regione.

Il vicesindaco Fabbri: “Abbiamo fatto il possibile per evitare l’apertura”


«Al momento non è arrivata alcuna richiesta formale per l’apertura della sala, la parola spetta ora al questore che valuterà tutta la documentazione per dare il suo assenso – spiega il vicesindaco Andrea Fabbri -. Come Amministrazione abbiamo fatto il possibile per evitare che si aprisse in quella sede, ma dal punto di vista legale l’apertura è lecita». La Giunta, nell’agosto 2023 e con autorizzazione del prefetto, aveva infatti modificato la toponomastica nelle vicinanze dello stabile definendo l’area verde adiacente all’incrocio della vie Giovanni Paolo II, Caltagirone e Granarolo come parco pubblico “Parco Tonito Emiliani”, rendendolo così luogo sensibile. «A partire dalla data del cambio di toponomastica – ricorda Fabbri – la sala slot potrà essere aperta per massimo dieci anni». A questo intervento si è affiancato anche quello della parrocchia di San Marco con la riapertura della chiesetta di San Rocco presente all’incrocio tra via Ravegnana e via Borgo San Rocco. Misure che però sono riuscite a intervenire solo fino a un certo punto. L’altro aspetto su cui l’Amministrazione può agire è quello della prevenzione. «Le ludopatie in una città colpita da tante fragilità possono trovare terreno fertile – spiega Fabbri -. Per questo è importante lavorare sulla formazione e sensibilizzazione su questi temi. Specie sul gioco d’azzardo online famiglie e giovani sono ancora impreparati nell’affrontare queste problematiche. Allo stesso tempo, anche la ripresa economica della città deve andare di pari passo con queste azioni, per evitare che le persone si trovino in situazioni di fragilità».

Samuele Marchi