“Pronto? Sono il maresciallo dei carabinieri. Sua figlia ha investito una giovane mamma e la sua bambina, ora ricoverate all’ospedale in pericolo di vita. Sua figlia è qui in caserma da noi e per farla uscire servono 8mila euro come cauzione da versare in contanti o gioielli. Un nostro incaricato passerà da casa sua a recuperarli”. Inizia così l’incubo a lieto fine di Maria Suzzi, 87 faentina, vittima dell’ennesima truffa agli anziani. La telefonata è arrivata intorno alle 11 della mattina del 24 febbraio al numero fisso. Nonostante lo shock iniziale, la signora Suzzi ha avuto la lucidità di chiamare l’altra figlia, Sonia, dal cellulare. Quest’ultima, intuendo l’inganno, ha avvisato i carabinieri della compagnia del quartiere Borgo, tramite il maresciallo Alberto Galati.
La trappola dei carabinieri con la complicità della signora Suzzi
“Abbiamo ricevuto la segnalazione e siamo intervenuti immediatamente, con un appostamento nei pressi dell’abitazione”, ha spiegato il capitano della compagnia del Borgo, Stefano Garbuglia. I militari hanno così organizzato una trappola per il truffatore: su suggerimento delle forze dell’ordine, l’anziana ha finto di assecondare la richiesta e ricontattato il numero lasciato dal malvivente. Durante la conversazione, ha detto di essere riuscita a raccogliere 500 euro e un orologio d’oro, convincendo il criminale a presentarsi di persona per il ritiro. “Ero molto agitata – ha raccontato la signora Suzzi – ma alla fine sono riuscita a mantenere la calma. Mi sento fortunata perché sono stata aiutata, spero che nessuno debba più trovarsi in una situazione del genere”.
L’arresto e l’accusa di tentata truffa aggravata
Quando il giovane, un ventenne incensurato originario della Campania, si è presentato sotto casa della vittima per riscuotere il denaro, i carabinieri sono entrati in azione. “Appena si è accorto della nostra presenza, ha tentato di fuggire, ma è stato bloccato dopo pochi metri”, ha raccontato il capitano Garbuglia. Il truffatore è stato arrestato e portato in caserma, dove ha passato la notte in camera di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto presso il Tribunale di Ravenna. L’accusa a suo carico è di tentata truffa aggravata, mentre proseguono le indagini per identificare il complice che aveva effettuato la telefonata. Nel nostro ordinamento non è previsto il pagamento di una cauzione in denaro per liberare un cittadino in arresto. “I carabinieri, come la polizia o qualsiasi altra forza pubblica, non chiederanno mai pagamenti in denaro o in gioielli per risolvere situazioni legali – ha ribadito il capitano Garbuglia – Invitiamo tutti a diffidare di questo tipo di telefonate e a contattare immediatamente il 112 in caso di sospetti”.
Il capitano Garbuglia: “Non chiederemo mai soldi per risolvere questioni legali”
Il raggiro del finito carabiniere non è una novità per Faenza. L’ultimo intercettato dai militari dell’Arma – quelli veri – risale a settembre scorso quando in manette erano finiti due truffatori seriali. I malviventi sfruttano la fragilità emotiva delle vittime e utilizzano metodi sempre più sofisticati per ingannarli, al punto che la maggior parte delle truffe avvengono online. Secondo i dati della Polizia postale, le frodi in rete, specie agli anziani, segnalano un aumento del 15 per cento nel 2024, per un valore di quasi 200 milioni di euro a livello nazionale. Sonia Visani, figlia della vittima ha voluto lanciare un appello: “Purtroppo questi reati accadono sempre più spesso, anche in una città tranquilla come Faenza. Fortunatamente, mia madre ha mantenuto il sangue freddo e ha seguito il consiglio dei carabinieri. Spero che questa esperienza possa servire da monito per altre persone anziane”. Negli ultimi anni, i carabinieri hanno intensificato le campagne di sensibilizzazione per proteggere gli anziani: incontri pubblici, opuscoli informativi e interventi nei centri di aggregazione sono strumenti fondamentali per diffondere la consapevolezza sui rischi di queste frodi.
(Foto Gianni Zampaglione)














