La mostra narra le vite di tre grandi esploratori: Francesco Negri (1623-1698), Romolo Gessi (1831-1881) e Pellegrino Matteucci (1850-1881).

L’inaugurazione avrà luogo il 28 febbraio alle ore 17.

Attraverso libri, mappe, manoscritti e una piccola ma straordinaria collezione di armi africane, il percorso accosta esperienze tra loro molto diverse: quella di un viaggiatore che a fine Seicento percorre la via della Scandinavia e quella di due esploratori che a fine Ottocento si spingono a sud, nell’Africa profonda.

Affidandosi a mappe geografiche e descrizioni ancora in parte pre-scientifiche, piene di serpenti marini, draghi volanti e fenomeni naturali inspiegabili, don Francesco Negri, parroco di una modesta chiesetta di Ravenna, raggiunse in solitaria i confini nordici dell’Europa, a Capo Nord, e fu il primo etnografo del popolo dei Sami. Oltre due secoli dopo, ma accomunati dallo stesso desiderio di conoscere terre e popoli ignoti, cominciano le spedizioni africane di Gessi e Matteucci, tra Sud Sudan e golfo di Guinea, conclusesi con la morte prematura di entrambi (1881).

La mostra espone anche due preziosi oggetti provenienti dal Museo delle Civiltà di Roma e, grazie alla collaborazione con il Museo d’arte della Città di Ravenna, è arricchita da un intervento dell’artista camerunense Victor Fotso Nyie, per accompagnare la riflessione odierna su colonialismo, decolonizzazione e incontro tra civiltà.

Sostengono la mostra Accademia degli Incamminati e Festival delle culture.