Il Girasole, la scuola d’infanzia di via Calamelli distrutta dall’alluvione del maggio 2023, sarà ricostruita. La notizia non è nuova, ma adesso si conoscono modi e tempi di realizzazione. Il progetto è innovativo: tiene conto del passato e delle fragilità del territorio, ma ha uno sguardo al futuro, soprattutto in tema green.
L’asilo nascerà nello stesso luogo dove era stato distrutto. Isola: “Una scelta morale”

“Ricostruire la scuola laddove è stata distrutta dalla violenza dell’acqua, è una precisa scelta politica, morale e civica – spiegano il sindaco Massimo Isola e l’assessora con delega alla scuola Martina Laghi – ma vuole essere anche una risposta alle famiglie che vivono in quel quartiere. Il progetto – aggiungono – è stato realizzato tenendo conto delle esigenze di famiglie e insegnanti con cui il dialogo è stato continuo”.
Struttura sopraelevata e il giardino d’inverno

L’asilo, che fa parte dell’istituto comprensivo Matteucci, sorgerà su un lotto di 3.500 metri quadrati, con una superficie utile di circa 1.200 e un giardino di oltre tremila. Ospiterà le quattro sezioni in cui sono suddivisi i circa cento bambini ora ospitati al Tolosano, e prevede spazi didattici extra che prima mancavano, come il laboratorio di ceramica, oltre alla cucina interna e ai servizi. La superficie utile è stata ampliata, passando dai precedenti 800 agli attuali 1200 metri quadrati e, per scongiurare il pericolo di eventuali alluvioni, sorgerà su una struttura sopraelevata. Aule, laboratori, servizi e cucina infatti, troveranno spazio al primo piano, mentre al pianterreno sorgeranno una grande rampa centrale e il giardino d’inverno. Grazie alla struttura sopraelevata, l’area verde a disposizione dei giochi all’aperto sarà molto più grande di prima. “Abbiamo di fatto desigillato il territorio – ha spiegato l’architetto Antonio Bandini, che ha redatto il Docfap (il Documento di fattibilità delle alternative progettuali) – restituendo ai bambini un enorme spazio verde, parte del quale sarà al coperto, quindi utilizzabile tutto l’anno. Fondamentale poi il rispetto delle normative idrauliche, una scelta – conclude – che permetterà di realizzare l’opera indipendentemente dall’approvazione dei futuri Piani speciali”. Il costo totale dell’operazione è stato stimato in circa 5 milioni di euro, di cui tre milioni già messi a disposizione dall’ordinanza commissariale, mentre sono in via di erogazione anche i restanti due. Dovrebbero venire finanziati dalla cosiddetta ordinanza 13 Ter. “Il progetto – spiega Patrizia Barchi, dirigente del settore Lavori pubblici – sarà ora oggetto di una gara d’appalto integrata”. Nelle intenzioni del Comune, i lavori dovrebbero concludersi entro gennaio 2027.
Barbara Fichera














