La carenza di medici di medicina generale nell’Alto Mugello continua a destare preoccupazione. I gruppi consiliari di Anima Marradi e Centro Destra Unito denunciano la gestione tardiva e inadeguata della crisi da parte delle istituzioni locali e regionali

La carenza di medici di medicina generale nell’Alto Mugello continua a destare preoccupazione. I gruppi consiliari di Anima Marradi e Centro Destra Unito denunciano la gestione tardiva e inadeguata della crisi da parte delle istituzioni locali e regionali.

Tavoli di confronto tardivi: una situazione già annunciata

La carenza di medici di medicina generale nelle aree montane del Mugello non è una sorpresa, ma una criticità segnalata da tempo.

I gruppi consiliari Anima Marradi e Centro Destra Unito esprimono delusione per il mancato accoglimento immediato della proposta di rotazione dei medici, una soluzione temporanea suggerita dai sindaci per fronteggiare l’emergenza.

«Si è parlato di aprire un tavolo di confronto, ma questo sarebbe dovuto avvenire due anni fa – si legge nel comunicato – quando era evidente ciò che sarebbe accaduto e quando le problematiche erano state segnalate, anche durante le “Agorà della Salute” promosse dalla Società della Salute. Solo ora, con grave ritardo, si ipotizza di affrontare una situazione già critica».

Immobilismo politico e scelte poco incisive

Secondo i firmatari del comunicato, la gestione della crisi ha evidenziato una politica regionale e locale «immobile e assente», con decisioni affidate a tecnici lontani dalle necessità del territorio e dalle esigenze di salute delle comunità locali. Le conseguenze di questa mancanza di azione sono descritte come «sotto gli occhi di tutti», con un peggioramento costante della situazione sanitaria.

Un punto particolarmente critico è rappresentato dall’ampliamento del servizio di guardia medica, che avrebbe dovuto fornire 20 ore settimanali ma si è tradotto, invece, in un intervento parziale: solo un pomeriggio a Marradi e uno a Palazzuolo, con una capacità operativa limitata.

«Questo non è un potenziamento – commentano i gruppi consiliari – ma un flop. La misura temporanea avrebbe potuto funzionare se progettata con una reale conoscenza delle dinamiche territoriali e delle necessità locali. L’attuale configurazione, invece, ha portato alla scarsa adesione dei professionisti».

La continuità medico-paziente come priorità

Un altro elemento sottolineato dal comunicato è l’importanza della continuità del rapporto medico-paziente, ritenuto fondamentale nella medicina territoriale. I gruppi consiliari chiedono che le istituzioni analizzino esperienze nazionali e internazionali per individuare soluzioni innovative e definitive, evitando di perdere ulteriore tempo.

«Ad agosto andrà in pensione l’ultimo medico rimasto. Non possiamo permetterci di trovarci nuovamente di fronte a una situazione più complessa di quella attuale. I cittadini dell’Alto Mugello meritano risposte immediate e adeguate, che tutelino i loro diritti e garantiscano un servizio essenziale come la medicina generale».

L’appello alle istituzioni

I gruppi consiliari concludono il comunicato con un appello diretto a Regione Toscana, Società della Salute e sindaci affinché agiscano con rapidità e determinazione. «Siamo a disposizione per offrire il nostro contributo nell’interesse delle comunità, ma è necessario un cambio di passo immediato per garantire un’assistenza sanitaria dignitosa».