Il 16 gennaio scorso è morto Gian Franco Missiroli, personalità molto nota nell’ambiente faentino per i suoi numerosi impegni nella società civile, nel mondo della politica e in quello del volontariato, soprattutto legato al terzo settore. Missiroli è stato un apprezzato medico dell’ospedale di Faenza, dove ha lavorato con dedizione per molti anni. Dopo essere stato aiuto primario nel reparto di Chirurgia, ha ricoperto il ruolo di primario di Medicina d’Urgenza e di Endoscopia, fino al termine della sua carriera professionale, nel 1991. Il suo impegno si è esteso anche alla politica, dove ha ricoperto l’incarico di consigliere comunale tra il 1980 e il 1985 nelle fila della Dc. Ha poi dedicato gran parte della sua vita al volontariato, rivestendo ruoli di grande responsabilità e significato. È stato direttore della Caritas diocesana per un quinquennio e fondatore della cooperativa sociale “L’Alveare”, per la quale è stato vicepresidente per anni. «Esprimiamo profondo cordoglio per la scomparsa di Gian Franco Missiroli – ha detto il sindaco, Massimo Isola -, una figura che ha rappresentato un punto di riferimento per la nostra comunità». Gian Franco Missiroli lascia i due figli, Cesare e Franco. I funerali sono stati celebrati il 20 gennaio alla parrocchia di Errano.
Il ricordo del medico e dell’esperienza alla Caritas diocesana
Uomo dallo spirito salesiano, sempre attento alle necessità dei più fragili, è stato una figura di riferimento per la comunità, tanto come medico quanto come direttore della Caritas diocesana negli anni Novanta. Missiroli ha incarnato l’essenza del medico ‘di una volta’: schietto, onesto e profondamente umano. «Era un emblema dei medici del vecchio ospedale di Faenza – ricorda il medico e volontario Caritas Angelo Gambi –. Ha sempre avuto una grande disponibilità verso i pazienti, creando un ambiente collaborativo e sereno tra i colleghi e gli operatori». Primario del pronto soccorso, ha saputo formare un gruppo coeso, lasciando un’impronta indelebile per la sua professionalità e attenzione ai bisogni delle persone.
Si è poi dedicato con passione alla direzione della Caritas diocesana, diventandone il primo direttore laico, ricevendo grande stima dal vescovo Bertozzi. Durante il suo mandato, fu inaugurato il Centro di Ascolto nel 1994 e, grazie alla sua intraprendenza, venne fondato l’ambulatorio medico Caritas, un punto di riferimento per i più vulnerabili. «Con la dottoressa Gabriella Reggi, visitammo a Bologna il centro Biavati della Caritas per prendere spunto – ricorda Gambi –. Fu il segno della sua visione concreta e della volontà di portare il meglio nella nostra realtà locale». Missiroli ha saputo intrecciare competenza e umanità, trovando nel suo spirito salesiano una guida per aiutare gli altri. «Era una persona apparentemente seria, ma con il piacere di far divertire gli altri, sempre disponibile e affabile – raccontano amici e collaboratori –. Sapeva ascoltare e dialogare con semplicità».














