L’edizione 2024 di Argillà Italia ha segnato la ripartenza per Faenza dopo anni difficili a causa della pandemia. Dal 31 agosto al 1° settembre, il festival internazionale della ceramica ha attirato migliaia di visitatori, generando un indotto economico di oltre due milioni di euro. I dati sono stati raccolti in un’indagine di JFC, società specializzata in analisi turistiche.
L’edizione della ripartenza
E’ stata un’edizione segnata dalla ripartenza quella di Argillà Italia 2024. Il festival internazionale della ceramica, è infatti tornato a Faenza dal 31 agosto al primo settembre dopo il 2022, annata in parte penalizzata da quattro anni di pandemia. “Un’edizione straordinaria – ha detto il sindaco di Faenza Massimo Isola – frutto di esperienza e capacità di aggiornare la nostra identità. Abbiamo scommesso sulla dimensione internazionale, senza per questo trascurare la mostra mercato”.
Oltre due milioni di euro di indotto economico

Tra i numeri di questa edizione messi a fuoco da un’inchiesta condotta Jfc spiccano innanzitutto gli oltre due milioni euro di indotto economico stimato dalle imprese faentine che si occupano di ospitalità, ristorazione e commercio durante i tre giorni di Argillà. Da notare che quasi il 50% è arrivato grazie alla manifestazione che è oggi, a tutti gli effetti un brand riconosciuto a livello internazionale. “Argillà è un appuntamento unico per la città – afferma Massimo Feruzzi, amministratore Unico di JFC e responsabile della Ricerca – capace di generare benefici sia in termini di visibilità ed appeal cittadino, sia in termini economici.”
Espositori: media incassi da 2656 euro a testa, con una crescita del 27,5%

In netta crescita anche gli incassi degli espositori, che hanno venduto in media 120,8 opere, quasi il doppio del 2022 con una media per espositore di 2656 euro e una crescita del 27,5% rispetto al 2022. La maggior parte dei visitatori aveva a disposizione un budget che oscillava tra i 50 e i 100 euro a testa, ma c’è chi ha speso fino a duecento euro. C’è stata anche una fascia di visitatori (7%) che ha speso fino a 300 euro ma anche un 5% che si è spinta oltre i 500 euro. Rispetto al 2022 è aumentata dal 17,7% al 23,7 % la fascia di chi ha dichiarato di aver speso fra i 100 e i duecento euro a testa.
In crescita gli espositori stranieri

Sono stati 208 in tutto gli espositori: 131 italiani di cui 28 faentini e 77 stranieri. I francesi sono in testa (14,3% in calo rispetto al 2022), seguiti a ruota dai Lettoni (passati dall’1,7% del 2022 al 10,4%) insieme alle due new entry di quest’anno Lituania e Estonia. L’edizione si è aggiudicata voti alti, pari a 8,7 in leggera diminuzione, ma tutto sommato in linea, all’edizione del 2022, quando il punteggio attribuito era stato 9.
4 visitatori su 10 residenti a Faenza, ma cresce il tasso di internazionalizzazione
Per quanto riguarda la provenienza dei visitatori, il 39,1% è costituito da faentini (quattro su dieci), in calo rispetto alla edizione precedente, il 17,7% dal comprensorio, il 13 % dal Ravennate, 14,3% dalla restante Emilia-Romagna e il 10,4% da un’altra regione. Il 5.6% è la quota dei visitatori stranieri. Bologna è la provincia che ha registrato la maggiore affluenza, mentre il Veneto è la regione italiana che ha generato maggiori flussi.
Cresce il tasso di internazionalizzazione di circa 10 punti percentuali, passando dal 22% del 2022 al 32,2%. Il dato si riferisce agli ospiti delle strutture ricettive del territorio dove la maggioranza è costituita da italiani (67,8%). Argillà ha attirato visitatori provenienti da ben31 diverse nazioni. In prima linea i tedeschi (18,2%) seguiti dagli spagnoli (12%) dai francesi (7,3%) e dagli americani (7%) con una media di quasi tre notti a testa.
Il profilo dei visitatori: vincono le donne
A visitare Argillà sono state soprattutto le donne (61,8%), quasi il doppio degli uomini (33%). Si tratta soprattutto di donne di età compresa fra i 36 e i 55 anni (18,8%) ma anche le più giovani hanno visitato Argillà con una percentuale di circa il 17%.
Sold out per le strutture ricettive del faentino e del circondario
Sold out per 3 giorni per tutte le strutture ricettive faentine e del circondario che hanno registrato in occasione di Argillà 4551 arrivi alberghieri/extra alberghieri per un indotto turistico di 12.713 persone provenienti da fuori territorio. Da sottolineare che la nuova clientela ha rappresentato l’89% del totale degli ospiti, cioè nove clienti su dieci sono giunti nel faentino grazie all’evento. Un dato in netta crescita rispetto al 2022 quando la percentuale era del 65%.
Il principale motivo di visita ad Argillà è legato alla curiosità e al divertimento (42,1% contro il 49,6%): in sostanza, l’evento di per sé rappresenta una risorsa attrattiva capace di suscitare interesse. Ma c’è anche una bella fetta di appassionati di ceramica ( 19,7%) che considera questa una forma di turismo d’arte.
I musei faentini hanno incrementato le loro visite
In concomitanza tutto il comparto culturale della città ne ha beneficiato. I musei faentini nei giorni di Argillà hanno incrementato le loro visite rispetto alla loro ordinaria attività: il Palazzo del Podestà – ad ingresso libero – ha registrato circa 5000 presenze la Pinacoteca ha registrato 75 ingressi, il MIC 1454, il Teatro Masini con le sole visite guidate 910.
Barbara Fichera














