La possibilità di un ampliamento dell’impianto a biogas di Granarolo, frazione di Faenza, sta sollevando preoccupazioni. Faenza eco-logica punta i riflettori sul rischio idraulico, dell’area in cui sorge l’impianto e sull’impatto climatico.
“L’impianto sorge in una zona considerata a forte rischio idraulico e già colpita dall’alluvione del maggio 2023”
L’impianto a biogas di Granarolo, attivo dal 2012 e alimentato da colture dedicate come il mais, si trova in via Fabbra, “in un’area già colpita dall’alluvione del maggio 2023, dichiara Faenza eco-logica.
Questa zona è considerata a forte rischio idraulico, trovandosi tra la ferrovia, il Canale Emiliano Romagnolo e il fiume Lamone. L’acqua esondando dai fossi Cantrighetto e Cantrighella di Merlaschio, o dall’argine sinistro del Lamone, potrebbe confluire direttamente nell’area dell’impianto.”
Nonostante queste criticità, il sito è stato recentemente acquisito dalla Snam, tramite la controllata Bionerys, con l’obiettivo di trasformarlo in un impianto per la produzione di biometano e, possibilmente, ampliarlo.
I dubbi di Faenza eco-logica su trasporto e sull’impatto ambientale dell’impianto
“Tra le questioni aperte vi è la gestione del biometano prodotto: la rete Snam è distante dall’impianto.
Si ipotizza quindi la costruzione di un nuovo metanodotto o il trasporto tramite camion, sotto forma di GNL raffreddato e compresso, lungo strade locali già dissestate. Questo traffico potrebbe aumentare l’inquinamento atmosferico e il rischio di incidenti, considerando che il biometano e il GNL sono altamente infiammabili.”
Faenza Eco-logica, sottolinea inoltre che il biometano, pur derivando da fonti rinnovabili, non è esente da emissioni climalteranti e può produrre polveri sottili e altri inquinanti durante la combustione.
Anche Faenza eco-logica presente alla manifestazione del 7 dicembre per la Romagna alluvionata e la resistenza climatica
Faenza eco-logica, che intanto ha annunciato la propria adesione alla manifestazione del 7 dicembre per la Romagna alluvionata e la resistenza climatica, indetta dal Comitato Borgo Alluvionato e Rete 360 è poi tornata a denunciare “il consumo di suolo e l’utilizzo di fondi pubblici per progetti che rischiano di alimentare ulteriormente la crisi climatica.
L’associazione invita i cittadini di Granarolo a pretendere trasparenza e responsabilità alle istituzioni locali
“I cittadini di Granarolo – concludono da Faenza eco-logica – sono invitati a riflettere sull’impatto di un possibile ampliamento dell’impianto e a richiedere trasparenza e responsabilità da parte delle autorità locali.














