Faenza si conferma al centro della scena musicale nazionale, con la tradizione del liscio e la creatività della musica indipendente in primo piano. La puntata di Linea Verde su Rai Uno ha messo in luce artisti locali e l’impatto positivo di queste eccellenze sul territorio.

Liscio e Generazione Z: Santa Balera e Emisurela protagonisti su Rai Uno

Nella puntata di ieri di Linea Verde, Faenza e Forlì sono state protagoniste grazie alla partecipazione di due realtà emergenti: Santa Balera, la nuova orchestra del liscio, e le Emisurela, il duo formato dalle sorelle faentine Anna e Angela De Leo.

Entrambi rappresentano la Generazione Z del liscio, un movimento che sta rivoluzionando la tradizione musicale romagnola, rendendola attuale e attrattiva per i giovani.

La trasmissione ha ripercorso anche la storia della famiglie Casadei, pilastro del liscio romagnolo

. Da Secondo Casadei a Raoul Casadei, fino a Mirko Casadei, il programma ha raccontato come questa tradizione sia stata preservata e rinnovata.

Il ruolo del MEI nel rilancio del territorio

Questa esposizione mediatica si aggiunge ai risultati ottenuti dal MEI – Meeting degli Indipendenti, guidato da Giordano Sangiorgi. Da anni il MEI promuove il liscio e la musica indipendente attraverso eventi, premi e collaborazioni che hanno dato nuova vita a un genere tradizionale.

Secondo un’indagine condotta dallo stesso MEI, l’impatto economico e d’immagine sulla città di Faenza è stimato in circa 3 milioni di euro, moltiplicando l’investimento pubblico e privato.

Santa Balera ed Emisurela: ambasciatori della tradizione

I Santa Balera si sono esibiti a Sanremo e rappresentano il volto fresco e innovativo del liscio, con base tra la Cosascuola di Forlì e la Casa della Musica di Faenza. Le Emisurela, invece, dopo aver vinto il premio Liscio nella Rete, hanno partecipato a eventi prestigiosi come il Festival delle Regioni e il MEI 2024, dove hanno suonato con Vinicio Capossela al Teatro Masini.

Il rinnovamento del liscio, promosso da artisti come Moreno Conficconi e portato avanti dal lavoro delle nuove generazioni, dimostra che questa tradizione può diventare un veicolo per il turismo culturale e la promozione del territorio.

Faenza si conferma quindi capitale del liscio e della musica indipendente, un punto di riferimento per la Romagna e per l’Italia intera.