Hanno preso il via i lavori per la realizzazione dell’area allagabile a protezione di via Cimatti, colpita da ben quattro alluvioni in sedici mesi. “L’amministrazione comunale, in attesa dei Piani speciali per la gestione delle aree limitrofe ai corsi d’acqua – spiega il sindaco di Faenza Massimo Isola -, ha deciso di intervenire autonomamente con un’opera strategica e indispensabile. È stata avviata l’acquisizione di 19 ettari di terreno tra via San Martino e via Cimatti per realizzare un’area allagabile capace di contenere le esondazioni del torrente Marzeno“.
Bonifiche e sondaggi in corso
Grazie ad un’ordinanza dello stesso Comune, in accordo con i proprietari, è stato possibile entrare nei terreni e iniziare a prepararli, velocizzando così gli iter. Del resto, il cambiamento climatico non aspetta i tempi della burocrazia. Il primo appezzamento, parte degli undici ettari complessivi, situato al lato di via Cimatti, è già stato stato bonificato. Ruspe e macchine agricole hanno estirpato alberi, abbattuto impianti e ripulito i terreni dagli oltre 50 centimetri di fango lasciati dall’alluvione dello scorso settembre. “Contemporaneamente – precisa Isola – sono stati avviati i sondaggi geognostici, fondamentali per analizzare la stratigrafia del terreno e valutarne le caratteristiche geologiche, geotecniche e idrogeologiche“. Nel giro di qualche mese, conclude Isola “gli stessi interventi verranno estesi agli altri appezzamenti, preparando il terreno per il completamento dell’opera”.
L’area sarà in grado di contenere oltre 400mila metri cubi d’acqua
Il costo totale dell’opera dovrebbe aggirarsi intorno ai quattro milioni di euro, finanziati in buona parte dalla Struttura commissariale. Una volta completata, l’area allagabile avrà la capacità di contenere oltre 400mila metri cubi d’acqua, svolgendo il ruolo di ultima barriera a difesa della zona residenziale di via Cimatti. Le aree allagabili funzionano infatti come bacini temporanei, immagazzinando l’acqua in eccesso e rilasciandola gradualmente quando il livello dei fiumi scende e torna nella norma. All’interno dell’area, la velocità dell’acqua viene rallentata dalla vegetazione o da apposite strutture, e poi rilasciata lentamente, tramite pompe verso il fiume Lamone, condizioni meteo permettendo, o attraverso i canali di scolo limitrofi. E’ stato stimato che l’area potrà contenere un volume d’acqua pari al doppio di quella che si è riversata su via Cimatti a settembre, ma non sarà sufficiente, da sola, a reggere alluvioni come quella del 16-17 maggio del 2023.
Barbara Fichera














