Un’ondata di dissenso si è sollevata dal liceo Torricelli-Ballardini di Faenza, dove numerosi docenti hanno sottoscritto un documento intitolato “Diseducazione civica”, in aperta opposizione alle linee guida ministeriali relative all’insegnamento dell’Educazione civica nella scuola. La presa di posizione, formalizzata durante il Collegio dei Docenti del 21 ottobre 2024 e firmata da 78 professori in servizio, denuncia una visione educativa giudicata lontana dai bisogni di studenti e docenti.

Le principali criticità evidenziate

Nel documento, i firmatari esprimono una preoccupazione per l’assenza di temi centrali come il cambiamento climatico e il riscaldamento globale, scomparsi dal quadro delle linee guida nonostante la loro rilevanza per un territorio, come quello faentino, pesantemente colpito dalla crisi climatica. Altrettanto grave, secondo i docenti, è l’assenza del concetto di “policrisi” – una visione interconnessa delle crisi economiche, ecologiche, pandemiche e migratorie – e della cultura della pace, elemento imprescindibile in un mondo segnato da conflitti.

Un’altra mancanza cruciale è individuata nella rimozione di contenuti relativi a educazione all’affettività, sessualità e contrasto della violenza di genere, aspetti giudicati fondamentali per una scuola che aspira a formare cittadini consapevoli e rispettosi.

Patriottismo e identità italiana

Le nuove linee guida pongono grande enfasi sull’educazione alla Patria e sulla costruzione di una “comune identità italiana”. I docenti ribattono che le identità nazionali sono costruzioni storiche, invitando invece a valorizzare l’incontro tra culture diverse, una realtà quotidiana nelle aule del Torricelli-Ballardini.

Economia e sostenibilità

Forti perplessità emergono anche sul ruolo attribuito al valore dell’impresa e dell’iniziativa economica privata, che, secondo i docenti, viene trattato in modo individualistico e acritico, eludendo i principi costituzionali che subordinano l’iniziativa privata all’utilità sociale. La crescita economica è presentata come un fine a sé stante, senza considerare i suoi impatti ecologici e sociali.

Un modello educativo imposto dall’alto

I firmatari criticano inoltre l’approccio calato dall’alto del Ministero, che rischia di compromettere la libertà di insegnamento e la capacità della scuola di rispondere alle specifiche esigenze dei propri studenti. “Il nostro compito è formare cittadini critici e consapevoli,” si legge nel documento, “non meri esecutori di direttive ministeriali.”

Una libertà di insegnamento riaffermata

Nonostante le direttive, i docenti ribadiscono l’impegno a mantenere autonomia progettuale, come garantito dall’articolo 33 della Costituzione. L’obiettivo rimane quello di offrire un’educazione che rispetti le diversità e promuova lo sviluppo di una coscienza critica. Con questa iniziativa, il corpo docente del Torricelli-Ballardini lancia un appello per un dibattito aperto e inclusivo sul ruolo dell’educazione civica, affinché possa realmente rispondere alle sfide del presente.