Torna a Faenza il Noam Film Festival, alla seconda edizione. Una scelta coraggiosa, quella degli organizzatori che sono tutti giovanissimi: portare a in città film e ospiti internazionali con il meglio del cinema Nordamericano. La rassegna ideata da Filmeeting, associazione di Bagnacavallo, in collaborazione con il cineclub Il Raggio verde, Cinemaincentro, Cinema Europa e Fototeca Manfrediana. Direttore artistico è Andrea Valmori, appena 26enne.

Intervista ad Andrea Valmori: “In un periodo difficile per il territorio, promuovere un festival nuovo e ambizioso come taglio culturale può sembrare un’operazione rischiosa, ma i numeri ci fanno ben sperare”

Valmori, come è nata l’idea del festival?

La nostra associazione è composta da giovani di età compresa fra i 19 ai 30 anni al massimo. L’abbiamo fondata quattro anni fa durante la pandemia per fare attività legate al cinema in un momento in cui le sale erano chiuse. Su Faenza abbiamo intercettato una realtà con grande esperienza come Il Raggio verde e così è nata questa avventura.

Noam è alla seconda edizione: quali sono i numeri del festival?

In cinque giorni di programmazione ci saranno 19 lungometraggi, 6 sezioni, 3 ospiti internazionali (Tim Sutton da New York, a cui daremo il premio alla carriera, e Miguel Salgado da Città del Messico e Chris Nash da Toronto, con le loro opere in prima italiana) e tantissimi eventi tra talk, mostre e serate speciali. Senza contare che aspettiamo 800 ragazzi delle scuole medie e superiori di Faenza, Brisighella, Lugo e Cotignola che saranno protagonisti in veste di giuria di quattro mattinate di cinema con il tutto esaurito. Questo certifica che il festival è cresciuto: in questi giorni ci sarà la possibilità di incontrare professionalità a livelli molti alti.

Una fetta importante del festival riguarda proprio i progetti con le scuole.

Abbiamo svolto attività nelle scuole fin dal primo momento, quest’anno però crediamo che la chiave vincente sia la nuova sezione dedicata ai cortometraggi. Alcuni verranno poi votati dal pubblico di studenti: il vincitore riceverà un premio in ceramica. Non vogliamo dunque solo spettatori passivi, ma far loro ragionare per prendere una decisione. Un discorso a parte merita il liceo Torricelli-Ballardini, che ha scelto di visionare un classico contemporaneo di Michel Gondry riproposto a vent’anni dall’uscita in lingua originale.

Cosa vi aspettate dall’edizione di quest’anno?

In un periodo difficile per il territorio, promuovere un festival nuovo e così ambizioso come taglio culturale può sembrare un’operazione rischiosa. Il nostro staff lavora da due anni a questa nuova edizione. I numeri elencati prima fanno ben sperare non solo per il futuro di Noam ma anche per il ruolo che può giocare nel contesto turistico e di attivismo giovanile del territorio. Puntiamo all’adesione di un pubblico giovane, perché sono in tanti quelli che hanno voglia di confrontarsi e parlare di cinema. Alla Molinella abbiamo attivato una novità: un’area di incontro e dialogo con bar e punto per gli accrediti, e un podcast live tutte le sere. Oltre al pubblico in sala, speriamo che in tanti possano conoscerci, e che l’evento che porti a inserirci in maniera stabile nella programmazione della città.

Tanti eventi concentrati in pochi giorni attirano il pubblico?

Abbiamo provato tante strade e questa soluzione è la migliore. Chi è appassionato si sposta volentieri per potersi ritrovare in contesti dove il cinema può essere affrontato sotto vari aspetti. In più i film di quest’anno sono in anteprima, ci si può esprimere su qualcosa su cui non è stato detto ancora nulla. Alcuni film verranno mostrati a Faenza e solo dopo distribuiti in sala.

Come è nata la tua passione per il cinema?

In prima superiore. Studiavo al liceo di Lugo e il nostro professore di Italiano ci portò in aula magna a vedere Rapina a mano armata di Kubrick. Da lì sono andato alla riscoperta dei grandi classici della storia del cinema e ho deciso di provare a direzionarmi sul giornalismo in ambito cinematografico.

Tornando a Noam, in cartellone ci sono un po’ tutti i generi.

Ce n’è per tutti i gusti, dal documentario alle commedie, oltre ai drammatici che vanno per la maggiore. Anche il genere horror trova una finestra interessante. La proiezione sarà a mezzanotte, cambia l’ora e si esce ad un orario buono. È una prima assoluta.

Barbara Fichera

Il programma del festival

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A Faenza è di nuovo tempo di cinema: torna, con la sua seconda edizione, dal 23 al 27 ottobre il Noam Faenza Film Festival, la reassegna cinematografica della città dedicato cinema e cultura nord americani con una particolare attenzione alla produzione indipendente. Ogni edizione porta in Romagna grandi film, ospiti internazionali ed eventi che vedono protagonisti Usa, Canada, Messico. Di seguito il programma dei tre giorni conclusivi della manifestazione.

Venerdì 25 ottobre, al cinema Sarti, dalle 9 alle 12 sarà ospite il regista Tommaso Frangini con il suo Foto di gruppo e saranno proiettati i cortometraggi in concorso Thirstygirl di A. Qin, Tundra di J. L. Aparicio Ferrera e The steak di K. Dadgar; alle 14 è in programma Comme le feu – Who by fire di P. Lesage; alle 19 Rent Free di F. Andrés e infine alle 21 The line di E. Berger. Nello spazio “Meet Noam” alla Galleria d’arte comunale nel voltone della Molinella, alle 17.30 Casaba podcast live e alle 18 si svolgerà un talk dal titolo Mondiale, MLS e grandi proprietà. Come cambia il calcio oltreoceano e come ci cambierà con Giuseppe Pastore. La giornata si chiuderà alle 23 alla sede del Rione Rosso, in via Campidori 28, con un dj set di Claudio Cavallaro.

Sabato 26, al cinema Sarti si inizia alle 8.15 con Eternal Sunshine of the spotless mind di M. Gondry; alle 11.15 sarà proiettato Good one di I. Donaldson; alle 14 Taurus di Tim Sutton, con introduzione a cura del regista stesso che sarà presente in sala; alle 16 il regista M. Salgado introdurrà il suo film Vergüenza – Shame; alle 21.30 The Sweet East di S. P. Williams; alle 23.45 sarà proiettato In a violent nature, con la presenza in sala del regista C. Nash. Lo spazio Meet NOAM ospiterà alle 18 il podcast live Casaba, alle 18:30 incontro dal titolo Festival e distribuzione, Libri e riviste. I nuovi scenari del nostro cinema, e Pier Maria Bocchi presenterà il suo libro So cosa hai fatto. Scenari, pratiche e sentimenti dell’horror moderno (Edizioni Lindau); dalle 19.30 aperitivo con i registi ospiti del festival. Alle 10.15, alla biblioteca Manfrediana in via Manfredi 14, è in programma un incontro dal titolo Tra esploratori e corsari. Gli uomini che inventarono il mondo con David Salomoni.

Domenica 27, al cinema Sarti, alle 9 proiezione di Radical di C. Zalla; alle 11 My first film di Z. Anger, introdotto da Marco Lovisato; alle 14.30 è in programma una masterclass con il regista Tim Sutton cui alle 15.30 seguirà il suo film Dark Night; alle 17 premiazione dei film in concorso e alle 19 Paris, Texas di W. Wenders. Alle 18, al Circolo Evangelista Torricelli in via Castellani, aperitivo di chiusura di Noam Film Festival con dj set di Andrea Salvatori.