Hanno fatto la storia della movida faentina degli anni ’90. Valter Dal Pane (morto prematuramente dodici anni fa) e Fabrizio “Bicio” Bagnara all’epoca poco più che ventenni, sono stati gli ideatori di locali di punta, novità assoluta per un periodo in cui i giovani al massimo si incontravano in bar e circoli della città. La loro avventura iniziò nel 1993 con il Panamà, nato nel magazzino di una ex pizzeria nel centro commerciale dei Cappuccini diventato, fin dalla serata inaugurale, uno dei locali più “in” del territorio. Fu solo l’inizio, non passava anno senza una nuova inaugurazione: Pacifico (1994), Chappaquà (1995), Ippocampo, Hyppopotami (1996), Le Scimmie (1998), Porto Allegro (1999), Corona (2000) solo per citare i più famosi. Come re Mida della notte, a ogni nuova apertura il successo era garantito. Valter e “Bicio” negli anni sono cresciuti di pari passo con i giovani della loro generazione, passando poi alla ristorazione. Oggi “Bicio” gestisce insieme a Gian Maria Manuzzi, Matteo Fantinelli e Carlo Zauli la piadineria Il Moscone in via Mittarelli, sulle antiche mura della città. Un locale iconico, con richiami alla riviera romagnola e alle discoteche anni ’80. La toelette è infatti tappezzata da circa mille tra biglietti originali di ingresso e tessere dei locali più in voga dell’epoca. Uno fra tutti: la gold card dello Snoopy che ogni ragazza custodiva gelosamente nel portafogli. “Bicio” è anche tra i fondatori dell’Associazione dal Pane insieme a Manuzzi, Carlo Catani, Matteo Fantinelli, Stella Palermo e Daniela Tridenti, e consulente per Gresini Events di Misano Andriatico.
Intervista a Fabrizio ‘Bicio’ Bagnara
Bagnara, all’apertura del Panamà lei aveva 22 anni e Valter 26, cosa ricorda?
Avevo lavorato come cameriere nella pizzeria Primo Piano due anni prima. Quando abbiamo aperto il Panamà facevo il barman al Pineta, il mio ultimo lavoro da dipendente. La novità del locale stava soprattutto nella programmazione e nella differenziazione dell’offerta. Ogni sera c’erano attività diverse, tra cui fantacalcio, concerti, serate con dj.
Il nome, come sempre, lo aveva scelto Valter.
Un anno dopo avete aperto il Pacifico a Milano marittima, locale trendy con piscina.
Il proprietario del Nuovo Fiore ci chiese di proporre una versione estiva del Panamà nello spazio dietro la gelateria e così inaugurammo il 2 giugno 1994. Poco dopo è stata la volta del Ciappaquà, uno dei primi street bar di Milano Marittima, di fianco al Pineta.
Fra il 1996 e il 2000 sono arrivati gli Hyppopotami a Brisighella, altra rivoluzione.
Il venerdì sera il Panamà poteva arrivare anche a 1500 presenze. Alla chiusura c’era ancora voglia di divertirsi, ma mancavano le alternative a Faenza, così abbiamo cercato un contenitore che potesse ospitare diverse migliaia di persone.
Un altro locale storico della città è stato l’ex Snoopy, unica discoteca faentina degli anni ‘70 e ‘80, ribattezzato da voi Le Scimmie (oggi Giradischi)
All’epoca qualche locale da ballo aveva un ristorantino, ma per la prima volta alle Scimmie si poteva mangiare e ballare nello stesso spazio. Arrivammo anche a cinque servizi a settimana tra cui serate con musica commerciale, house e il cabaret con la collaborazione di Massimo Zoli.
Come siete riusciti a dare ai locali un clima così familiare?
Abbiamo sempre avuto il concetto che la bella gente era quella che aveva voglia di divertirsi, senza prevaricare gli altri. Volevamo stimolare un divertimento sano e non abbiamo mai selezionato le persone in base a giacca e cravatta. E poi la programmazione: non ci fermavamo un attimo con eventi e feste a tema.
Come vede oggi la movida faentina?
Sono cambiati completamente i punti e i modi di aggregazione. Una volta la carta di identità di un giovane era il bar, la compagnia che frequentava, o se aveva la moto. Le compagnie da bar in città non esistono più da almeno vent’anni. È rimasto qualcosina nelle zone limitrofe, come Reda, Pieve Corleto, Pieve Cesato, Errano. Anche nel divertimento i giovani di oggi sono più soli, poi magari escono per i macro eventi. Molte discoteche si sono trasformate in arene, che aprono per eventi o spettacoli. E poi è tutto legato agli smartphone. Per avere qualche informazione sui coetanei si va su Instagram. Ai nostri tempi, se vedevi una bella ragazza il venerdì sera alle Scimmie, aspettavi il venerdì successivo sperando di incontrarla. Un altro mondo.
Un ricordo privato di Valter?
Perdeva le chiavi tutte le sere.
Barbara Fichera














