“Prima di tutto vorrei esprimere la mia vicinanza sincera a tutte le persone che si sono trovate danneggiate e in particolare a chi è sfollato e che ancora una volta è stato colpito negli affetti più cari rappresentati dalla casa.

Ringrazio poi tutti i volontari e le associazioni che immediatamente si sono prestati nei primi soccorsi e ora nel ripristino delle abitazioni.

Confermo inoltre la nostra disponibilità e il nostro sostegno all’azione amministrativa e all’impegno economico che la giunta vorrà intraprendere per le prime misure urgenti e necessarie al ripristino della rete viaria e dei servizi nel territorio.”

Comincia così l’intervento del capogruppo di opposizione in consiglio comunale a Brisighella, Loris Naldoni, che risponde alle affermazioni del sindaco Pederzoli, critico nei confronti della struttura commissariale per il mancato arrivato di fondi dedicati alla prevenzione e alla riprogettazione del territorio.

“L’evento alluvionale di mercoledì 18 settembre – continua Naldoni – che i meteorologi cominciano a definire come alluvione lampo è il terzo evento disastroso che ha colpito il nostro territorio in sedici mesi.

La concausa aggravante dell’evento è stato non solo il quantitativo totale di acqua caduta ma la precipitazione cumulata in un breve lasso di tempo.

Tutte le stazioni metereologiche del medio appennino nella fascia che va da Castrocaro a Borgo Tossignano passando per Tredozio, Brisighella, Palazzuolo, San Cassiano durante l’ultimo evento hanno registrato dati pari o superiore a 30 cm con il record storico di San Cassiano di 36, 5 cm.

Impressionanti inoltre i quantitativi caduti in tutte le stazioni nell’intervallo di 6 ore dove la centralina di San Cassiano con 16 cm ha raddoppiato il valore raggiunto lo scorso anno che era di 8.

Quello che consideravamo straordinario va ora considerato come evento probabile e come tale affrontato, ad ogni livello e per ogni ente di competenza.

Oggi giustamente ci interroghiamo se dall’esperienza dello scorso anno si è fatto tesoro e ci chiediamo se i lavori in urgenza che si sono riusciti a svolgere hanno assolto le loro funzioni.

A fronte di un miglioramento evidente delle capacità di smaltimento dell’onda di piena nella città di Faenza dobbiamo essere consapevoli che se a Marradi fossero caduti gli stessi centimetri di acqua che sono caduti a San Martino in Gattara oggi Faenza scriverebbe un’altra storia e ci diremmo per esempio che i lavori fatti lo scorso anno non erano più sufficienti.

E’ il momento – sottolinea Naldoni – di fare scelte importanti, per cercare di rammendare un territorio e renderlo il più resiliente possibile. Già dal prossimo bilancio occorre mettere nero su bianco un aumento delle risorse dedicate alla manutenzione di fossi, scarpate e ripristino della funzionalità idraulica di tutte le strade comunali.

Inderogabile un progetto quinquennale di manutenzione straordinaria che si accompagni ad una vera manutenzione costante e ordinaria.

E’ urgente e non più rimandabile ripensare al luogo dove costruire la nuova piscina cosi come è importante aprire un dibattito con i tecnici, con le associazioni sportive e con i cittadini sull’opportunità di spostare, anche con i fondi per la riqualificazione, tutto o in parte il centro sportivo attuale in considerazione, del rischio concreto di esondazione nella sede attuale.

Non è più possibile pensare il territorio come se nulla fosse accaduto e allo stesso tempo occorre avere la consapevolezza che serviranno anni non per evitare che questo succeda ma per rendere più resilienti le nostre comunità ai cambiamenti in atto.

Lo spopolamento che colpisce le nostre colline da decenni e che, se non si farà nulla, sarà ancora più evidente sta presentando il conto di un territorio non più sufficientemente presidiato.

Come gruppo Siamo Brisighella ci siamo astenuti da ogni commento immediato per rispetto e condivisione a chi stava vivendo una tragedia ma oggi non possiamo non ignorare quanto detto dal sindaco e dal vicesindaco nelle interviste e sui media.

Siamo stupefatti dalle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Pederzoli che solo adesso dice che la struttura commissariale così come è non funziona perché non basta un commissario speciale se non è accompagnato da una legislazione straordinaria.

Stupiscono e amareggiano le parole del sindaco quando dice che i rimborsi ai privati sono fermi al palo da mesi. Peccato solamente che abbia fatto una campagna elettorale quattro mesi fa dove si diceva che andava tutto come previsto.

In quei mesi erano gli stessi tecnici che si rifiutavano di presentare le pratiche in attesa delle tanto famigerate FAQ che venivano somministrate a gocce mentre le aziende chiudevano.

Con l’avvio della piattaforma regionale era subito parso evidente l’enorme difficoltà e la mole di documenti richiesta; impossibile per ogni cittadino addentrarsi autonomamente nella procedura e di fatto l’obbligo di farsi assistere da un tecnico anche solo per presentare la domanda.

Qualcuno ha provato anche ad accusare gli alluvionati del fatto che fosse colpa loro se non presentavano le domande.

L’ 8 luglio si è svolta una manifestazione di agricoltori a San Severo con la presenza di tanti sindaci. Denunciavano tutta la difficoltà di accedere agli strumenti di ristoro con l’impossibilità delle aziende di fare fronte alle spese sostenute.

L’amministrazione di Brisighella non era presente perché non poteva esserci.

E’ riuscita a fare di peggio. Il 4 luglio la vicesindaca pubblicava un post in cui affermava: “Grazie alla collaborazione tra la Struttura Commissariale, la Coldiretti e le altre associazioni di categoria stanno arrivando i ristori previsti per gli agricoltori che hanno avuto danni dall’alluvione.” E ancora il 5 luglio all’annuncio del presidio agricolo a Faenza pubblicava un post in cui c’era scritto “ La demagogia e la falsità della sinistra viene a galla. C’è chi lavora e chi manifesta.”

C’è voluta una terza alluvione per far dire al sindaco quello che tutti sapevano e che lui non poteva dire e ovviamente la notizia ha assunto rilevanza nazionale perché non poteva essere altrimenti.

In un articolo pubblicato ieri sul Corriere della Sera il sindaco arriva a dire che, se potesse parlare con il presidente Meloni, chiederebbe di cambiare il commissario.

Sarebbe sufficiente – conclude Naldoni – che parlasse con il suo vicesindaco.”