In marcia, con guanti e stivali sporchi di fango, per dire “basta” e urlare la propria rabbia verso le istituzioni. In tanti carriole in mano, si sono ritrovati in via Pellico, in Borgo a Faenza, per partire alla volta di piazza del Popolo. Tra di loro ci sono coloro che hanno subito la terza alluvione in 16 mesi, ma anche tanti altri cittadini scampati questa volta, il 18 e 19 settembre scorso, alla furia del torrente Marzeno e del Lamone. Perché ormai ‘l’evento eccezionale’ è diventato norma e in molti non si sentono più al sicuro. Sulle carriole le scritte “Comune”, “Hera”, “Regione”, “Governo Meloni”, “Commissario Figliuolo”, “Von der Leyen”. Dall’Europa all’Amministrazione, nessuno è escluso dalla protesta pacifica che, passando da ponte delle Grazie, si è fermata in piazza di fronte alla Residenza municipale. L’esito delle politiche di questi 16 mesi viene rappresentata dal fango: il ripristino del territorio non ha funzionato e “così non si può andare avanti”.
Qui, appoggiate le carriole, i manifestanti degli “Alluvionati arrabbiati” si sono seduti, in un’immobilità assordante. Oltre duecento persone hanno chiesto a gran voce di fermare “le passerelle e la demagogia”. Si è urlato “vergogna” si chiedono “dimissioni”. “Avete avuto un anno per garantirci la sicurezza e ripristinare la situazione” protesta qualcuno. La rassegnazione, dopo quello che si è subito, è tanta, come emerge dai racconti. “Avete preso il Borgo per una cassa d’espansione?” chiede un cittadino. Un altro lamenta la lentezza della burocrazia e l’impossibilità di ricevere i ristori “con queste perizie, sembra vogliano sfinirci e cacciarci via di qua” commenta un altro. Un cartello recita: “L’orto Bertoni c’è. Il 18 settembre le pompe dov’erano?”. Uno striscione, tra i porticati della piazza, recita: “Presto che è tardi, abbiamo paura”. La pazienza è esaurita.
“Siamo arrivati qua – dice uno dei promotori del comitato Borgo, Marcello Arfelli – per far sentire la nostra voce al sindaco e da lui che possa arrivare alla Regione da lì al commissario Figliuolo. Che smettano di rimpallarsi a vicenda e trovino insieme la soluzione. L’argine per il Borgo entro 15 giorni devono realizzarlo, poche scuse, basta litigi tra di voi”.
Foto Marchi





























