Tutti con gli occhi puntati al cielo, oltre che sui fiumi, perchè le previsioni hanno annunciato dal pomeriggio di giovedì 19 settembre un’attenuazione delle piogge, che cadono quasi senza sosta da martedì. Secondo gli ultimi dati Arpae, sulla regione “I quantitativi di pioggia cumulata nelle prime 48 ore di durata dell’evento sono risultate particolarmente intense, con valori cumulati compresi tra 150 e 300 mm“. Non sono ancora disponibili i dati a livello territoriale, ma in molti lasciano intendere che di pioggia ne è caduta addirittura di più rispetto all’alluvione del maggio 2023. “I ratei di precipitazione, oraria, bioraria e trioraria – precisa il meteorologo Pierluigi Randi – sono stati molto superiori a quelli dello scorso anno (rilievi), poiché la componente convettiva, cioè i temporali, è stata prevalente sulla componente stratiforme, dominante nel 2023. Abbiamo avuto più pause ma nelle fasi di pioggia le precipitazioni sono state più intense“. Pare però che il terribile ciclone Boris stia finalmente perdendo forza. “Le precipitazioni sulla linea frontale, sebbene lentamente, stanno attenuandosi – aggiunge Randi -, specie nelle zone nevralgiche. Ma a tratti potranno riprendere più intense, anche se per breve tempo. Poi dal pomeriggio dovremmo cominciare ad avere periodi sempre più lunghi senza pioggia“. Ma non è ancora tempo tirare un sospiro di sollievo. Boris potrebbe infatti “sganciare un’ultima passata random di rovesci – avverte Randi – nel corso nella serata o questa notte, ma localizzati e di breve durata”. Il condizionale è però d’obbligo. “A bocce ferme, faremo i conti su accumuli e soprattutto tipologia di precipitazioni, che sono molto diverse dall’evento del 2023, avvicinandosi assai di più alla categoria delle flash flood”. C’è anche da dire che questo tipo di fenomeni sono di difficile previsione. “Con rovesci e temporali – conclude Randi – le ripercussioni sui bacini che alimentano i corsi d’acqua cambiano parecchio, nel tempo e nello spazio. Non solo: scende anche lo skill, cioè l’abilità di previsione e la capacità di prevedere con ottima approssimazione le aree più colpite, i tempi in cui verranno colpite e gli accumuli nei singoli bacini”.