La fraternità “Sandra Sabatini”, che ha sede al quinto piano del Seminario “Pio XII” di Faenza, è una realtà all’interno della nostra Chiesa locale, promossa dalla Pastorale Giovanile e Vocazionale della nostra Diocesi e dal Seminario stesso. In questo momento, a vivere l’esperienza residenziale di un anno, siamo sette ragazzi (Agnese, Giorgia, Stefano, Annachiara, Nicola, Benedetta, Lisa) e il nostro responsabile è don Luca Ghirotti. La Fraternità è un cammino conosciuto nella nostra Comunità diocesana, ma ha sicuramente ancora molto da raccontare. Lo scorso 24 marzo, abbiamo avuto la possibilità di aprirci e fare conoscere la nostra realtà nel contesto dell’incontro con Paola Bignardi sulla ricerca vocazionale dei giovani, con presentazione del progetto educativo della Fraternità Qui si nasce di nuovo.

La 24 ore con la Fraternità


A questo punto ci siamo chiesti: come possiamo arrivare più nel concreto ai giovani della nostra Diocesi, mettendogli la pulce nell’orecchio, per un possibile ingresso futuro e comunque per farci sempre più conoscere come realtà viva? È così che è nata la 24 ore Fraternità, titolo simpaticamente coniato da Agnese. Abbiamo invitato alcuni amici a venire a conoscere la Fraternità, che non è solo un bel nome, ma è di fatto una realtà. Siamo stati insieme dalle 19 del 31 agosto fino alle 20 dell’1 settembre, iniziando la serata con la cena e proseguendo con un gioco da noi preparato. La serata si è conclusa con la preghiera comunitaria della Compieta, un tour della nostra casa e la sistemazione per la notte. La mattina abbiamo celebrato insieme le Lodi, e fatto colazione. Abbiamo poi preparato insieme il pranzo.
Punto centrale della nostra giornata è stata la Celebrazione Eucaristica domenicale. Dopo pranzo e un po’ di riposo, siamo partiti per una passeggiata verso Torre del Marino sopra Brisighella. Arrivati, abbiamo tenuto un incontro su alcuni principi della fraternità descritti nel Progetto Educativo. Appena rientrati abbiamo pregato insieme i Vespri nella chiesa del Seminario e dopo esserci salutati, ognuno è tornato a casa propria. Facendo un bilancio finale, noi della Fraternità siamo molto contenti di come sono andati questi due giorni insieme. Siamo riusciti a farci conoscere, ma non solo, anche noi abbiamo sperimentato un valore molto importante: l’accoglienza di altre persone nella nostra casa. Speriamo infine, che questi momenti possano essere seme gettato che crescendo porterà molto frutto. «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13). Ringraziamo il rettore del Seminario, don Michele Morandi per averci offerto l’uso di tanti spazi del seminario, i circa dieci ragazzi e ragazze che hanno partecipato e infine il Signore, che si è reso realmente vivo in mezzo a noi in queste 24 ore.

Stefano Cassani