Dopo la pausa estiva, il Forum dell’Economia Locale dell’Unione della Romagna Faentina torna giovedì 26 settembre, alle 16.30 presso le aule di Faventia Sales (Via San Giovanni Bosco 1, Faenza) con un incontro dedicato alle imprese dell’agroalimentare.
Lo scopo rimane quello di approfondire esigenze e proposte dei responsabili aziendali per mettere a punto nuove scelte da parte delle istituzioni locali, come si è già visto nei precedenti incontri dei settori manifatturiero (23 maggio) e ICT-servizi (13 giugno).
L’agroalimentare è l’industria della trasformazione dei prodotti agricoli che nella Romagna faentina vuol dire soprattutto vini, conserve, farine, pasta fresca ecc. Un’economia storica con un forte valore identitario e sociale “frutto” di una grande tradizione agricola locale.
Oggi sono 91 le imprese agroalimentari attive che impiegano stabilmente oltre 1.300 persone.
Per il 97% si tratta di piccole aziende con meno di 10 addetti mentre sono 6 quelle medio-grandi con più di 250 dipendenti che fanno parte di gruppi industriali e della cooperazione di rilievo nazionale e internazionale.
240 milioni di euro è la stima del valore aggiunto agroalimentare prodotto (2023), vale a dire la ricchezza che rimane nel territorio, ma con un trend in lieve diminuzione del -1,6% dal 2019.
Al riguardo, va però considerato che quelle 91 imprese, piccole e grandi, operano in uno dei settori strategici più competitivi al mondo perché vocato a sfamare miliardi di persone.
“Nel nostro territorio romagnolo e faentino sono storicamente presenti grandi realtà dell’agroalimentare, legate in modo particolare alla nostra tradizione ortofrutticola – spiega Andrea Fabbri, vicesindaco del Comune di Faenza – e di conseguenza non sono mai al riparo da forti trasformazioni, perché in costante simbiosi con innovazioni radicali a livello biologico, tecnologico, climatico e finanziario.
Si tratta di sollecitazioni imponenti, dovute sia all’evoluzione degli stili di vita e consumo delle persone nel mondo e sia ai cosiddetti “cigni neri” delle crisi globali, come avvenuto di recente per il Covid-19 e per l’impatto degli estremi climatici. A tutto ciò corrispondono accelerazioni formidabili frutto di investimenti anche in intelligenza artificiale, che impattano strategie e attività di tutte le imprese agroalimentari e agricole del faentino”.
In questo divenire, un ruolo fondamentale è svolto dal “Complemento di programmazione regionale per lo sviluppo rurale” (Delibera n. 99 del 28 settembre 2022 dell’Assemblea Regione dell’Emilia-Romagna) che è collegato al “Piano Strategico nazionale della PAC” (Politica Agricola Comunitaria).
Si tratta di un indispensabile sistema di vincoli e incentivi necessari a regolare conflitti e diseguaglianze a livello dei 27 Stati dell’Unione Europea. Ad esempio, nel precedente periodo 2014-2022, la Regione Emilia-Romagna ha concesso 408,6 milioni di euro che hanno generato investimenti aziendali per 972,5 milioni i quali a loro volta hanno sviluppato posti di lavoro pari a 1.943 ULA (Unità Lavorative per Anno).
Il Forum dell’Economia Locale è organizzato dall’Area Sviluppo Economico e Smart City dell’Unione della Romagna Faentina, in collaborazione con il Tavolo dell’Imprenditoria della Romagna Faentina, Unioncamere Emilia-Romagna e con il patrocinio della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna.














