Un tratto dell’argine letteralmente crollato, che ha creato un’impressionate frattura lungo il lato sinistro del fiume Senio a circa 400 metri a valle della Chiusaccia di Cotignola. Una falla importante, molto bassa rispetto al piano e in una posizione difficile da tamponare. Per ore acqua e fango hanno continuato ad allagare i campi, per poi rovesciarsi sulla zona artigianale, fino allo svincolo dell’autostrada, sfiorando il centro cittadino. Sono circa 500 i cotignolesi colpiti dall’alluvione e oltre 40 le aziende investite da acqua e fango, molte delle quali avevano avuto danni dall’alluvione 2023 e, in alcuni casi, anche dalla bomba d’acqua di maggio scorso.
Procede il ripristino degli argini che sono zona off limits, 500 euro di multa

Mentre «procede spedito il ripristino degli argini – come fa sapere il sindaco Federico Settembrini – è assolutamente vietato recarsi sugli argini e sostare sui ponti» fanno sapere dal comune. Il Comune di Cotignola non fa sconti a curiosi e turisti dell’alluvione. Per chi viola il provvedimento c’è una multa da 500 euro. Si è conclusa nel frattempo la rimozione del legname all’interno della golena a ridosso del ponte sulla linea ferroviaria. Intanto nei giorni scorsi, anche Cotignola si è trasformata nel triste ‘cimitero’ fatto di mobili, elettrodomestici, porte e pavimenti divelti dalla furia dell’acqua.
Il convento di San Francesco liberato dal fango grazie a Protezione Civile e volontari
«Una parte del paese è stata di nuovo colpito ed è la stessa già martoriata dall’alluvione 2023 – spiega il parroco don Stefano Vecchi -, cioè la zona artigianale con le fabbriche e le case che hanno avuto oltre mezzo metro d’acqua». Non è stata risparmiata neanche la chiesa di San Francesco, con mezzo metro d’acqua nel chiostro e in sagrestia. «Il convento è stato poi liberato da acqua e fango – racconta don Stefano Vecchi – grazie all’aiuto della Protezione Civile e a un buon numero di volontari armati di spazzoloni e badili accorsi per dare una mano. Sono venuti in tanti ad aiutare da Fusignano, Solarolo, Granarolo, tutti accompagnati dai parroci. Grazie al loro aiuto siamo riusciti almeno a ultimare i lavori di prima emergenza in tempi brevi. Adesso ci sarà da fare la conta dei danni. L’area dove l’acqua ha fatto più disastri è però la zona artigianale, colpita più gravemente rispetto all’alluvione del 2023. La gente è stanca, in molti si chiedono: che senso ha continuare a vivere lì?». Rimane attivo il numero 339 – 8310504 dalle 9 alle 14 per segnalazioni e necessità di intervento sul territorio. Per emergenze 80007252













