A oltre un mese dal passaggio dal mercato di maggior tutela dell’energia al mercato libero, con le principali associazioni di consumatori promosse da Cgil e Cisl, Federconsumatori e Adiconsum, facciamo il punto della situazione. Tante e comprensibili le difficoltà che le due associazioni hanno dovuto affrontare, gestire e risolvere per aiutare gli utenti a districarsi nel traffico degli operatori. «Il momento del passaggio è stato quanto di più caotico si potesse immaginare – dice senza mezzi termini Vincenzo Fuschini, presidente di Federconsumatori – dal momento che non è stato vigilato dall’autorità pubblica. Il numero degli operatori è lievitato in maniera pazzesca: oggi ne contiamo circa 700, tra gas ed energia, quando in tutto in Francia ce n’è un terzo e in Germania un quarto».
«Adesso è un momento di calma, ma nelle settimane precedenti il passaggio al mercato libero abbiamo dovuto fornire molte informazioni e dare tanti consigli – aggiunge Stefania Battistini, componente di segreteria di Adiconsum Romagna – per una scelta la più consapevole possibile».

Dal primo luglio, il mercato tutelato dell’energia elettrica non esiste più

Come è noto, dal primo luglio, il mercato tutelato dell’energia elettrica non esiste più, se non solamente per le persone cosiddette vulnerabili: gli over 75 e i percettori di bonus, le persone con disabilità e che versano in gravi condizioni di salute tali da richiedere l’uso di apparecchiature mediche, o i residenti in un modulo abitativo di emergenza, che potranno proseguire con l’opzione di maggior tutela e avranno sempre il diritto di rientrarvi. Le condizioni economico-contrattuali delle loro bollette sono gestite dall’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ed aggiornate ogni tre mesi. I clienti domestici non vulnerabili che non hanno scelto un operatore sul mercato libero sono stati trasferiti in automatico al servizio a tutele graduali, che durerà al massimo fino al 31 marzo 2027. In questo tipo di servizio, i consumatori ricevono l’energia elettrica dall’operatore che si è aggiudicato l’asta per il territorio in cui risiedono, che per la nostra provincia è Hera Comm Spa. Gli altri utenti possono chiedere il servizio di maggior tutela solo se sono vulnerabili ma il prezzo, in questo caso, non è quello del mercato a tutele graduali, pari a circa 131 euro annui a utenza, ma è fissato da Arera. «Prima del passaggio a un nuovo regime abbiamo assistito tante persone disorientate – spiega Battistini – che avevano bisogno di capire come muoversi: gli anziani con più di 75 anni che ricadevano nella vulnerabilità, ma non lo sapevano, tanti percettori di bonus sociali ma anche molte persone che, presenti già da tempo nel mercato libero, volevano e potevano rientrare nel servizio di tutela. Lì c’era l’esigenza di sbrigare queste richieste entro il 30 giugno», ovvero la data ultima per il rientro nel servizio di maggior tutela elettrico, per gli utenti non vulnerabili. «E abbiamo dato assistenza anche a persone non vulnerabili per fare sì che si orientassero nel mercato libero».
«La nostra conciliatrice, accreditata ad Arera, ha l’agenda piena per tutto il prossimo mese – sottolinea Fuschini – e continuano ad arrivare richieste di seguire contenziosi tra gli utenti e le aziende di libero mercato. Cerchiamo di aiutare gente che si è vista aumentare di sei volte il prezzo fissato dall’autorità garante, pagando anche 2,5 euro a metro cubo senza aver variato il proprio consumo, quando invece la tariffa del mercato tutelato si aggira attorno ai 50 centesimi. A questa spesa vanno poi aggiunti oneri fiscali e parafiscali, oltre all’incidenza dell’aumento dell’Iva sul gas disposto dal Governo, che ha portato l’aliquota dal 5% al 10% per i consumi fino a 480 mc, e al 22% per i consumi oltre questa soglia». Nei mesi precedenti il passaggio al mercato libero, Federconsumatori e Spi Cgil hanno organizzato numerose assemblee in provincia per informare i cittadini sulle conseguenze dell’abolizione del mercato tutelato. Adiconsum, invece, si aspetta un nuovo supplemento di lavoro nel momento in cui agli utenti cominceranno ad arrivare le prime bollette col nuovo ‘status’: «Prevediamo già di dover assistere quelle persone non consapevoli di essere automaticamente finite nel servizio a tutele graduali – conclude Battistini – e si vedranno recapitare da Hera la bolletta della luce, invece che dal loro abituale gestore. Non siamo assolutamente nell’ambito di tariffe costanti: anche quella del servizio di tutela è variabile, a seconda delle oscillazioni del costo dell’energia, e il consiglio che diamo a tutti è quello di tenere monitorata la lettura della bolletta. Il costo fisso annuale che può applicare il mercato libero oscilla da 114 a 144 euro anno, nel mercato tutelato si aggira sui 55 euro».

Massimo Montanari