Pochi lo ammettono, molti ci sono andati e continuano ad andarci. Chi non ha mai sentito parlare dei “segnatori“? I terapeuti del segno e delle mani, con le loro misteriose capacità di guarire.

Sabato 18 maggio, alle ore 17.30, alla Bottega Bertaccini di Faenza l’autrice Antonella Bartolucci presenterà il suo libro “Le streghe buone” (Aliberti).

In dialogo con l’autrice ci sarà un Giancarlo Cerasoli, medico e storico della medicina, autore fra gli altri di importanti libri come “Guarì guaròss” e “Mais e miseria”.

streghe cover

Il libro di Bartolucci rappresenta l’interessante e prezioso risultato di una ricerca svolta sul campo che va dagli anni Novanta a oggi per studiare le pratiche semiclandestine delle guaritrici del territorio emiliano-romagnolo, pratica prevalentemente femminile e sottratta alle leggi del mercato.

Un saggio svolto fra antropologia e narrazione sull’affascinante mondo dei “guaritori-segnatori”: quegli operatori di guarigione che, attraverso le loro tecniche terapeutiche hanno come obiettivo primario il corpo. È la cosiddetta medicina tradizionale, o popolare, messa in opera nei secoli soprattutto – come si diceva – da parte delle donne.

Tecniche di guarigione tradizionale che hanno le proprie origini nella credenza del potere arcano dei simboli, dei gesti, delle immagini, delle parole. Una pratica antichissima, ma che è ben lungi dall’essere morta. 

Alla presentazione parteciperanno anche alcune “segnatrici-guaritrici” della provincia di Reggio Emilia (S. Martino in Rio, Correggio, Casina).

Antonella Bartolucci è antropologa. Ha svolto ricerche presso l’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali di Bologna (IBC) e presso il Centro studi Etno-Antropologici della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, per la quale tiene, a tutt’oggi, seminari.