Una mostra antologica per ricordare il professor Giovanni Pini a quattro anni dalla morte. Organizzata dall’associazione ex allievi del Liceo Torricelli, Nello studio del pittore: un itinerario poetico nella memoria ha trovato negli spazi espositivi della chiesa di Santa Maria dell’Angelo a Faenza, di fianco al liceo la sua collocazione naturale. «Abbiamo voluto realizzare uno spazio quasi domestico – spiega l’architetto Vincenzo Lega, che ha curato l’allestimento – ricreando una situazione intima con oggetti appartenuti al professore».

Ricreato lo studio dell’artista, quattro le tecniche utilizzate per i quadri

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In mostra oltre un centinaio di quadri realizzati con quattro diverse tecniche: olio su tela e tavola, pastelli, polveri e sabbie naturali e collages. Negli spazi espositivi, è stato ricreato anche parte dello studio di Pini, che era solito dipingere nella soffitta del suo casale, nelle campagne di Solarolo. Nato a Bologna nel 1929, Pini si è dedicato allo studio dei classici per una vita intera: ha tradotto dal greco il Panàrion di Epifanio, vescovo e scrittore greco del IV secolo, un’opera monumentale di oltre 2500 pagine a cui lavorò dieci anni.

Un insegnante amato da generazioni di studenti al liceo classico

Pini fu per tutti soprattutto ’il professore’ di latino e greco al Torricelli, amato da intere generazioni di studenti. «Oltre a competenza e passione – precisa Antonio Nannini, presidente dell’associazione ex allievi Torricelli – lo ricordiamo per la leggerezza con cui sapeva porgere la materia». Lasciato l’insegnamento nel 1989, Pini si dedicò totalmente all’arte, dipingendo la natura della sua Romagna: i paesaggi delle campagne e delle colline faentine, tra cui spicca la Torre di Riolo dei Fichi, così come oltre 200 immagini che raffigurano le chiesette della nostra diocesi.

Pini si fabbricava da solo pastelli e colori

Pini

«I colori lirici dei paesaggi – ha aggiunto Lega – sono ottenuti con pastelli che Pini fabbricava da solo, utilizzando e macinando elementi naturali e realizzando un’ampia gamma cromatica, non riproducibile con i mezzi pittorici tradizionali». L’iniziativa comprende anche una giornata di studio in programma sabato 1 giugno alle 10 nell’auditorium di Palazzo degli Studi, sempre in via Santa Maria dell’Angelo. «Per noi il dialogo fra istituzioni è essenziale e il nostro vescovo sostiene e ama la cultura – ha concluso monsignor Mariano Pignatelli, direttore del Museo diocesano -.Questa è senza dubbio una bella proposta per scoprire un personaggio molto conosciuto in città» La mostra sarà aperta venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30.

Barbara Fichera