Sabato 20 gennaio in piazza del Popolo, a Faenza si è tenuto il sit-in di Extinction Rebellion e Faenza eco-logica, contro il consumo di suolo.
Hanno aderito attiviste e attivisti di Extinction Rebellion da varie città delle Regione, nonché dal Coordinamento Ravennate Per il Clima Fuori del Fossile e dalla Rete Emergenza Climatica Ambientale.
Una performance teatrale ha rappresentato le anime delle vittime per l’alluvione del maggio scorso e sono state inoltre ricordate le persone che hanno perso la vita durante le alluvioni in Toscana, Marche e ad Ischia.

“Davanti al municipio – spiegano le due associazioni – abbiamo poi macchiato di rosso un telo bianco con una scritta. “Le vostre scelte, il nostro sangue”.
Sì, perché – continuano da Faenza eco-logica ed Extinction Rebellion – tutti questi morti, feriti, sfollati, pare non siano bastati a fare capire che il consumo di suolo e la crisi climatica uccidono. Si continuano ad approvare lottizzazioni in zone alluvionabili, come a Biancanigo a Castelbolognese o nell’orto della Ghilana a Faenza.
In questo mese l’URF e i Consigli Comunali decideranno se approvare o meno questi progetti.
“La cementificazione amplifica i danni da inondazioni, costruire nelle aree alluvionabili equivale a mettersi in tasca vittime, danni e costi pubblici e la Regione Emilia-Romagna è campionessa italiana di cementificazione proprio nelle aree a pericolosità idraulica, in particolare nella provincia di Ravenna.
A dirlo, continuano le due associazioni, è Paolo Pileri, urbanista e professore al Politecnico di Milano, in un recente articolo su Altreconomia, nel quale ha anche puntato il dito sulle comode scelte di ripiego degli amministratori e in particolare del sindaco di Faenza che davanti alle telecamere di Report ha asserito che la lottizzazione sarà fermata, solo se a chiederlo sarà il Commissario Figliuolo e non certo i cittadini.
Chi pagherà quindi per le nuove alluvioni e le nuove vittime? Chi pagherà per i futuri danni? Pagherà lo stato, pagheranno le vittime, o pagherà chi ha costruito e chi ha dato il permesso di costruire?
Chiediamo – concludono gli organizzatori del sit-in quindi all’Unione Romagna Faentina e al Comune di Faenza di bloccare tutti i progetti edificatori in zone alluvionate, a partire dall’orto della Ghilana, dove verranno abbattuti tutti i 19 pini, rialzato e cementificato il terreno e annullata dunque la funzione di spugna e riserva di biodiversità del suolo…il tutto per costruire villette.”
Stop al consumo di suolo, a Faenza e altrove!”














