Il dibattito post-alluvione è focalizzato su rimborsi, lancio della piattaforma Sfinge, lavori su corsi d’acqua e infrastrutture ma c’è un altro problema che sta affliggendo tante persone, alle prese con il ripristino della propria abitazione: la difficoltà nel trovare artigiani, a prezzi equi e che garantiscano lo svolgimento dei lavori con tempistiche ragionevoli. Abbiamo quindi deciso di approfondire l’argomento, in collaborazione con chi è in “prima linea”. Con Nicola Peroni, 32 anni, faentino di professione imbianchino, facciamo il punto della situazione.

Trovare artigiani difficile già prima dell’alluvione

«Trovare artigiani era molto difficile anche prima dell’alluvione, a causa soprattutto del superbonus 110%, e ora la situazione è molto complessa. Andando oltre il mio settore, per muratori, falegnami, ditte che producono e montano infissi è un periodo complicato, con un carico di lavoro enorme. La mia paura ora – prosegue Peroni – è che ci possa essere chi prova a improvvisarsi artigiano, con conseguente perdita di fiducia nei confronti di tutta la categoria, che è per la quasi totalità onesta e preparata». Nicola è stato colpito in prima persona dall’alluvione, non riuscendo a rientrare a casa a Zattaglia, a causa di una frana, per quattro mesi. Con lui dunque abbiamo anche ripercorso gli ultimi mesi che hanno messo a dura prova il territorio. «Il 16 maggio mi trovavo dai miei genitori, che abitano a Faenza, in zona Sant’Ippolito. Nei giorni seguenti dunque, essendo una zona parecchio colpita dall’alluvione, ho dato una mano a loro e ai vicini di casa, spalando fango. Già durante quel periodo ho iniziato a ricevere telefonate da geometri e clienti che mi chiedevano sopralluoghi e preventivi. Le chiamate sono poi aumentate verso la fine di maggio-inizio giugno: ovviamente in quel periodo imbiancare era impossibile, essendo gli immobili ancora bagnati. Le persone però – spiega Nicola – mi chiamavano perché sentivano il bisogno di guardare avanti, di pensare a come risistemare casa. Senza contare chi non aveva un altro posto in cui stare o non poteva permettersi un affitto: rientrare in casa in tempi rapidi, in questo caso, diventava una necessità impellente. In questi mesi ho imbiancato pareti che non avrei voluto toccare, proprio per venire incontro alle esigenze dei clienti, con l’impegno di valutare nuovamente la situazione la prossima primavera».

I picchi di lavoro iniziati ad agosto

«Il primo periodo comunque – prosegue Peroni – è stato sconfortante. Ho visto case in condizioni veramente critiche e la disperazione di tanta gente, soprattutto in zona Borgo e via Lapi. Inizialmente, potevo fare solo sopralluoghi, igrometro alla mano per misurare il livello di umidità nei muri, senza poter nemmeno indicare tempistiche per lo svolgimento del lavoro. Poi da fine agosto è iniziato il picco di lavoro, sette giorni su sette, che ha messo a dura prova anche me, che ho sempre gestito senza problemi le tempistiche. Solitamente lavoro in autonomia, ma per far fronte a tutte le richieste, per un breve periodo, mi ha affiancato anche un’altra persona.
Tutt’ora è un periodo intenso, nonostante la stagione più fredda e meno adatta a lavori di imbiancatura e mi aspetto sia così per tutta la prossima primavera-estate».

I problemi burocratici

Un grande problema inoltre che sta complicando il lavoro di Nicola e di tanti artigiani è sicuramente il rapporto con la burocrazia, con la scadenza del Cis (Contributo di Immediato Sostegno) posta al 31 dicembre che incombe. «Praticamente tutti i clienti – spiega Peroni – vogliono ricevere la fattura entro il 31 dicembre per rendicontare la spesa e accedere a questo primo ristoro. Questa per me è una grossa difficoltà, perché pensare di concludere tutti i lavori entro dicembre è irrealistico, per carico di lavoro e stato degli immobili, in certi casi ancora fortemente umidi. I tempi sono davvero troppo stretti, la soluzione auspicabile sarebbe spostare nuovamente il termine per la presentazione della rendicontazione». Sono comunque davvero tante le spese che i faentini stanno sostenendo per ripristinare casa e riconquistare la propria quotidianità, quindi dal punto di vista economico Nicola ha deciso di applicare una buona scontistica ai clienti alluvionati, «nonostante il ciclo di lavoro sia un po’ più complesso e oneroso, con l’utilizzo ovviamente di prodotti anti-muffa. In questo modo cerco di aiutare, nel mio piccolo, persone che sono in situazioni veramente critiche e riesco comunque a raggiungere un buon fatturato, avendo una mole di lavoro molto ampia».

Samuele Bondi