Nell’era tecnologica l’amplificatore più profondo della voce dei cittadini è ancora il teatro. Lo insegna il laboratorio Senza Confini del Teatro Due Mondi, che inizierà il prossimo 9 novembre, e che si conferma da oltre 12 anni parte integrante della stagione teatrale della Casa del Teatro, inaugurata quest’anno da Candido, in scena in prima nazionale lo scorso 28 ottobre.
Racconti sopra e sotto l’acqua
Il tema di quest’anno è Racconti sopra e sotto l’acqua, due prospettive diverse da cui guardare un elemento che ultimamente spaventa e desta preoccupazioni. «Dopo quello che è successo con l’alluvione lo scorso maggio e dopo un’estate in cui abbiamo contato ancora tanti morti in mare, ci è sembrato necessario dare luogo a un laboratorio che avesse come tema proprio l’acqua per far incontrare in uno spazio comune il sentire e il vissuto di migranti e cittadini italiani – spiega il direttore artistico del teatro Due Mondi Alberto Grilli, – Acqua che distrugge, acqua che spesso costringe a migrare, acqua che dà morte, ma anche acqua che è bene comune da salvaguardare». Dopo l’esperienza del 2010 in cui le protagoniste alla Casa del Teatro sono state le operaie della fabbrica Omsa di Faenza, dal 2011 il laboratorio, che ha preso il nome di Senza Confini, si occupa di storie di migrazione in cui la protagonista è sempre la relazione, l’incontro tra chi fugge e chi accoglie. «L’idea di fondo in quello che facciamo è quella di dare voce a chi non ha voce, di amplificare le parole attraverso un’azione teatrale in cui vanno in scena dei non attori – continua Grilli – e questo accade attraverso l’incontro tra le persone».
Il laboratorio è aperto a tutti
Il laboratorio di quest’anno sarà come di consueto il giovedì dalle 20 alle 22 presso la Casa del Teatro in via Oberdan, avrà inizio il prossimo 9 novembre e si concluderà a maggio con una serie di “azioni teatrali” che quest’anno non avranno luogo solo in piazza del Popolo: «vorremmo portare quel che il laboratorio ci farà realizzare anche nelle zone particolarmente colpite dall’alluvione sia a Faenza che nei comuni vicini dell’Unione, come Solarolo e Castel Bolognese». Il laboratorio è aperto a tutta la cittadinanza, a persone di qualsiasi età. «È uno spazio riservato ai non attori che hanno modo così di mettere in scena il loro sentire e dare voce al loro vissuto. Non c’è bisogno di iscrizione, si può venire anche solo a curiosare o a mettersi in gioco».
M. Letizia Di Deco














