Un eccezionale patrimonio ambientale di altissimo valore scientifico e naturalistico da custodire, tutelare e valorizzare. Sono i Gessi e le grotte dell’Appennino settentrionale, sette siti geologici localizzati in provincia di Reggio Emilia, Bologna, Ravenna e Rimini, estesi su un’area complessiva di 3.680 ettari, che di recente sono stati inseriti nella lista dei beni naturali del Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco. Un elenco che in Romagna comprende la Vena del Gesso Romagnola e i Gessi della Romagna Orientale. Zone situate all’interno di aree protette e caratterizzate dalla presenza di rocce che si sono formate nel corso dei millenni in seguito all’evaporazione delle acque marine che le ricoprivano e alla concomitante concentrazione di sali minerali tra cui, appunto, il gesso.

Un convegno per valorizzare il patrimonio ambientale

Per festeggiare l’assegnazione del prestigioso riconoscimento – seconda volta che succede per un bene naturale dell’Emilia-Romagna dopo le Faggete vetuste delle Foreste Casentinesi – la settimana scorsa la Regione ha organizzato un convegno. Vi hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora regionale alla Forestazione, Parchi e Unesco, Barbara Lori, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin e l’ambasciatore italiano presso l’Unesco a Parigi, Liborio Stellino. Un’occasione per un confronto ad ampio raggio sulle strategie da mettere in campo per la salvaguardia del sito e per delineare le tappe di un percorso di valorizzazione di questo patrimonio ambientale costituto dal “Carsismo e grotte nelle evaporiti dell’Appenino settentrionale”, come definito nella denominazione ufficiale del riconoscimento Unesco. «Desidero ancora una volta ringraziare- ha affermato Lori nel saluto di benvenuto- tutti coloro che insieme a noi hanno creduto e lavorato affinché questa straordinaria opportunità si concretizzasse, a partire dalla Federazione speleologica regionale, alle Università di Modena e Reggio e di Bologna, alla Sovraintendenza ai parchi nazionale e regionali e a tutti i componenti del Comitato scientifico regionale, i Comuni e il ministero dell’Ambiente che ci ha accompagnati in questo percorso. Un grazie particolare all’ambasciatore italiano all’Unesco, Liborio Stellino, che ha guidato la nostra delegazione nel lavoro di condivisione con altri Paesi». «È per me un grande piacere essere qui oggi a ricordare il significativo traguardo raggiunto al Comitato del patrimonio mondiale, riunitosi nel settembre scorso a Riad- ha aggiunto l’ambasciatore Stellino-. È infatti ancora viva in me la memoria del sincero e unanime apprezzamento tributato dai 20 Paesi membri del Comitato – dall’Oman all’Argentina, dal Sudafrica al Belgio, dal Rwanda alla Thailandia – per la qualità e l’eccellenza di un sito che ha stupito tutti i delegati per il suo valore unico e straordinario. Inizia adesso un percorso comune di valorizzazione del territorio e di grande responsabilità di tutti gli attori coinvolti, delle istituzioni e della società civile, nei confronti dell’Unesco».

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La strategia di gestione del sito

La strategia di gestione complessiva – come è emerso dall’incontro – si baserà sulla responsabilità condivisa tra la Regione, il ministero dell’Ambiente e il gruppo dei 37 stakeholder che hanno sostenuto e accompagnato il percorso della candidatura e che saranno coinvolti nel piano di valorizzazione del sito seriale Unesco. Già fissate le tappe per la definizione della governance di progetto: entro 12 mesi è prevista la firma di un accordo di programma. Successivamente, entro il semestre successivo, sarà istituito a livello locale un ufficio di gestione per il coordinamento generale delle iniziative da realizzare, ufficio che farà capo alla Direzione generale per la cura del territorio e dell’ambiente della Regione. Proprio la Regione avrà il ruolo di regista dell’intero progetto, con compiti di programmazione e coordinamento delle azioni di salvaguardia e valorizzazione. L’obiettivo è salvaguardare gli ecosistemi e renderli accessibili ad un turismo sostenibile, che non sovraccarichi le aree interessate.