È passato un mese, ma i telefoni al Centro operativo Caritas di San Domenico continuano a squillare. Pochi minuti fa Claudia Cocchi, capo scout del gruppo Faenza 3, ha risposto all’ennesima richiesta di aiuto per l’alluvione che ha colpito Faenza. A chiamare è una signora anziana. Ha bisogno di aiuto per liberare la propria cantina. In segreteria vengono registrati nominativo, recapito e tutto quello che c’è da sapere per essere operativi il prima possibile. Si organizza subito la squadra per l’intervento: a partire sul furgoncino ci sono alcuni scout di Desenzano sul Garda, fazzolettone al collo, arrivati a Faenza e pronti a servire. Nella segreteria allestita a San Domenico è presente una grande cartina della città: i coordinatori Caritas indicano agli scout arrivati da tutta Italia quelle vie di Faenza che pian piano si incominciano a memorizzare: via Lapi – quella più verso il centro, una delle più devastate dall’alluvione -, via San Martino – quella più fuori – via Chiarini – no, lì non siamo ancora stati. E si parte, con tutta la strumentazione che può essere d’aiuto.
I segni di una Chiesa sinodale: la collaborazione Agesci e Caritas al Centro operativo San Domenico

Continua in queste settimane la collaborazione tra Agesci e Caritas diocesana per essere vicini a tutte le persone colpite dall’alluvione. Un bel segnale di unione per fronteggiare una sfida troppo grande per essere affrontata da soli. «Come scout , in questo servizio non stiamo solo cercando di aiutare materialmente le persone – spiega Claudia – ma vogliamo stare loro accanto, con l’orecchio teso e le braccia aperte, secondo lo stile proprio della Caritas. Essere qui, per noi scout, è una risposta naturale a quello che il nostro territorio sta vivendo».
L’attività al Centro operativo continua a essere intensa: finora sono stati oltre cento gli interventi conclusi dalle varie squadre di scout e volontari Caritas in giro per la città. «Solo ieri (venerdì scorso, ndr) abbiamo ricevuto le richieste di 15 deumidificatori – fa il punto Claudia -. In questi giorni forse le richieste sono leggermente diminuite, ma continuano a essere alte. In particolare, ci sono molti anziani che sono rimasti un po’ indietro a risistemare gli spazi della propria casa, ed è loro in particolare che adesso bisogna aiutare. Non va abbassata la guardia».
“Arrivano ancora oggi richieste per svuotare cantine, in particolare da anziani in difficoltà”

Il Centro operativo di San Domenico in queste settimane si è affollato da scout da tutta Italia e tante richieste di clan o capi scout continuano ad arrivare, ma per quanto riguarda i mesi futuri c’è ancora incertezza sulla tipologia di servizi che serviranno.
La situazione è in continuo divenire, ma una cosa è certa: di aiuto ne serve e ne servirà ancora tanto. «Oltre alle richieste da smistare – conclude Claudia – è sempre significativo ricevere anche tanti messaggi di ringraziamenti. Sia dalle persone che sono state aiutate sia da parte di chi è venuto ad aiutare. C’è chi ringrazia per vedere la propria casa tornare quantomeno presentabile e chi ringrazia per aver potuto essere d’aiuto in un momento difficile. C’è un interscambio di positività che arricchisce tutti».
Samuele Marchi














