Sergio Spada, presidente CAB Terra di Brisighella, ha analizzato le conseguenze della durissima alluvione che si è abbattuta sul territorio romagnolo e che ha causato gravi danni agli ulivi secolari che danno origine da più di mille anni al prezioso olio di Brisighella.

La zona di Brisighella, – ha esordito il presidente – con particolare riguardo alla zona di produzione Brisighella DOP, è stata interessata dalle elevate precipitazioni del 2 maggio e successivamente è stata l’epicentro delle precipitazioni cadute nel nostro territorio tra il 15 e il 17 maggio. Questo ha comportato il verificarsi di oltre duecento frane nel brisighellese, gravi esondazioni e interi impianti spazzati via dalla furia dell’acqua e del fango.

A causa delle strade interrotte e “carraie” – ha proseguito poi – cancellate ad oggi ci sono ancora frazioni, casali, appezzamenti coltivati isolati; sono, pertanto attualmente impossibili da calcolare i danni alle colture nella nostra zona.

I nostri uliveti secolari se, da una parte, hanno certamente contribuito ad arginare la gravità degli eventi che si sono abbattuti sulle nostre colline trattenendo e riducendo gli smottamenti, si trovano ora, in alcuni casi, isolati e irraggiungibili. Gli impianti più giovani sono stati, in alcuni casi, travolti dalle frane o trascinati lungo le dorsali collinari verso valle, passando persino da una proprietà ad un’altra.

Anche nell’impossibilita attuale di una conta precisa dei danni è certa, sin da ora, la necessità di un prossimo nuovo censimento degli ulivi produttivi e della mappatura ex novo dei preziosi uliveti all’interno della zona Brisighella DOP.

È immediatamente comprensibile la gravità della situazione delle coltivazioni dei nostri soci ed è fortissima la preoccupazione per la prossima campagna olearia. – ha concluso il presidente – La nostra Cooperativa, che strutturalmente non ha subito, per fortuna, alcun danno è stata da subito operativa, garantendo il servizio a clienti e soci.