Dopo il doppio evento alluvionale che l’ha pesantemente coinvolta, Artistation prova a ripartire. La scuola di musica di Faenza, con sede in via Pellico, che vanta un’attività ormai decennale e conta circa 500 allievi e 30 docenti, era già stata colpita dal primo evento del 2 maggio e lo scorso 16 maggio ha trovato la propria sede nuovamente sommersa dal fiume Lamone. Nonostante i danni ingenti e le notevoli difficoltà sono però ricominciati i corsi, grazie anche all’appoggio e alla solidarietà di altre realtà. Un bel segnale, che testimonia la voglia di non arrendersi a tutta la città che sta lottando contro il fango e al settore culturale e creativo, profondamente ferito dall’alluvione. Abbiamo intervistato Mattia Lucatini, titolare di Artistation per fare il punto sulla ripartenza e sul futuro prossimo.
Intervista a Mattia Lucatini: “Imprescindibili gli aiuti dallo Stato. Vogliamo ricostruire la scuola com’era prima, serve a quest’area della città”

Mattia, nonostante tutto quello che è successo nel mese di maggio siete dunque riusciti a ricominciare con i corsi?
Sì, siamo ripartiti con le lezioni individuali e di gruppo alle scuole Carchidio-Strocchi, mentre i corsi di musica d’insieme si svolgono al circolo I Fiori e alla saletta del Pavone d’Oro dietro al Duomo. Inoltre le lezioni di batteria sono ospitate dal docente Simone Ricci, che ha messo a disposizione il proprio studio di registrazione, 11A Studios, per proseguire l’attività didattica. Prima di ripartire abbiamo fatto un sondaggio tra tutti i genitori e la larga maggioranza ci ha chiesto di ricominciare con i corsi per dare ai ragazzi un momento di svago e socializzazione che stava mancando. Per questo motivo abbiamo riorganizzato l’attività corsistica con molto piacere.
Avete intenzione di organizzare anche i classici saggi di fine anno?
Sì. Faremo anche i saggi al Cinema Europa. Al momento sono ancora in fase di organizzazione ma le date più probabili sono 28 e 29 giugno. Anche in questo caso è stata decisiva la volontà di genitori e allievi che tengono moltissimo a questo momento che chiude un’annata sicuramente particolare e, negli ultimi tempi, travagliata.

In questo momento come vedi il futuro di Artistation?
Sono sincero, fossi stato in affitto nella sede attuale in via Pellico avrei pensato di cambiare, anche se abbiamo una location veramente perfetta per le nostre esigenze: vicina alle scuole e al centro storico, facilmente raggiungibile dalla circonvallazione e con molti spazi a disposizione. Tutto questo a Faenza non si trova facilmente. Proprio per questo, come associazione, abbiamo investito tantissimo in questi dieci anni di attività sulla struttura e lo scorso 7 aprile abbiamo acquistato la sede attuale, accendendo un mutuo. Nemmeno un mese ed è arrivata la prima alluvione. C’è quindi la volontà e anche la necessità di ricostruire la scuola sempre lì, con il timore però che un evento del genere possa succedere nuovamente. I danni sono ingenti, ammontano a circa 400/500mila euro, dalle prime stime, senza contare tutti gli strumenti musicali andati persi. Però c’è appunto la volontà di ricostruire la scuola com’era prima e non vogliamo fermarci lì. Siamo infatti perfettamente consapevoli che ci sono davvero tante situazioni difficili nelle zone di Faenza colpite dall’alluvione e dunque, una volta completata la ricostruzione della nostra Artistation, abbiamo intenzione, nel nostro piccolo, di cercare di aiutare il più possibile la città, organizzando concerti ed eventi e di devolvere il ricavato in favore delle persone che hanno davvero perso tutto.
Il settore culturale e creativo è stato fortemente colpito dall’alluvione del 16 maggio scorso. Quali provvedimenti e agevolazioni potrebbero aiutare un settore così vitale e centrale per Faenza?
Bella domanda. Sicuramente ci vorranno anni per ricostruire la città e il suo tessuto sociale. Credo siano imprescindibili gli aiuti da parte dello Stato. Molti politici ed esponenti del Governo hanno visitato le aree colpite e credo si siano resi conto della situazione davvero drammatica; speriamo dunque possano arrivare indennizzi adeguati. Inoltre, per poter ricostruire e pensare al futuro, credo sia necessario che tutti i cittadini abbiano la certezza che vengano adottate soluzioni efficaci, in grado di prevenire il ripetersi di eventi del genere.
Samuele Bondi














