Danni evidenti su frutteti e seminativi, sui germogli di vite e su cipolle, bietole e colture appena nate.
È questo un primo bilancio sommario degli esiti della violenta grandinata di domenica 2 aprile che ha interessato ieri il territorio compreso fra Medicina, Imola e la Bassa Romagna.
L’intensa grandinata, proseguita per una buona mezz’ora ha letteralmente imbiancato i campi facendo danni in particolare sugli impianti di pesco, albicocco e susino in fase piena fioritura.

Le precipitazioni – fa sapere Coldiretti regionale – sono attese per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo devono durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto se accompagnati da grandine aumentano i danni.
I temporali si abbattono, infatti, su una natura in tilt con le coltivazioni ingannate dal clima che – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – si sono svegliate e predisposte alla ripresa vegetativa ma si registra anche la maturazione in anticipo delle primizie che sono ora potrebbero essere danneggiate irreparabilmente.
Una situazione che rischia di aggravare la situazione di difficoltà del settore agricolo con circa 300mila imprese agricole che – precisa Coldiretti – si trovano nelle aree più colpite dalla carenza di precipitazioni dall’emergenza siccità nel bacino della Pianura Padana dove nasce quasi 1/3 dell’agroalimentare Made in Italy e la metà dell’allevamento.
Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – fa sapere Coldiretti regionale – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.
Il monitoraggio dei danni, già in corso – conclude Coldiretti Emilia Romagna – proseguirà nei prossimi giorni.
Anche Cia Imola segnala danni nelle aziende agricole nell’areale compreso tra Medicina, Massa Lombarda Sesto Imolese e Conselice
Cia-Agricoltori Italiani Imola sta raccogliendo in queste ore le segnalazioni delle aziende agricole nell’areale compreso tra Medicina, Massa Lombarda Sesto Imolese e Conselice, quello che ha registrato fenomeni più intensi e diffusi.
Salva, invece, la zona della Valle del Santerno mentre sono state parzialmente colpite Imola e Mordano, ma in maniera più lieve e circoscritta. Difficile, comunque, capire l’entità effettiva dei danni perché su alcune colture come le pere saranno visibili solo tra qualche mese, come spiega il produttore di Sesto Imolese, Manuele Baffè.
“In pochi minuti l’interfila dei pereti è stata ricoperta da uno strato bianco di grandine che ha dato subito l’idea della consistenza del fenomeno, anche se l’entità dei danni è ancora difficile da stabilire.
La grandine – continua il produttore – ha ovviamente spazzato via una parte dei fiori ma le pere sono nella delicatissima fase dell’allegagione e vedremo solo tra qualche mese quale perdita ci sarà a livello produttivo.
Più evidenti e quantificabili i danni al bietolone da seme che ha molte foglie bucate e alla cipolla estiva che è già in fase di accrescimento, anche se siamo in una fase ancora precoce e pensiamo possa riprendersi.
Il fenomeno, anche a livello di precipitazioni, non ha comunque avuto la stessa intensità in tutto l’areale. Basti pensare che nel mio podere il pluviometro ha segnato 18 mm di pioggia mentre a soli due chilometri, verso la San Vitale, ne sono caduti 30, quasi il doppio.
Purtroppo – conclude Baffè – le precipitazioni che aspettavamo da molti mesi sono arrivate ma davvero in “brutta compagnia”.
Su questa situazione pesa il tema del risarcimento danni perché molti agricoltori devono ancora firmare le assicurazioni agricole: io avevo appuntamento domani e a questo punto valuterò se stipulare una polizza, visto che il rischio è quello di assicurare solo dello scarto”.

Il tema delle assicurazioni, anche legato a fenomeni climatici estremi e fuori stagione preoccupa la presidente di Cia Imola, Luana Tampieri.
“Da tempo chiediamo che la campagna assicurativa sia anticipata di almeno un mese, visto che i cambiamenti climatici sono ormai una realtà che richiede un adeguamento a livello di strategia di difesa contro i danni da calamità.
Bisogna arrivare prima per consentire alle aziende di essere protette contro fenomeni violenti e inaspettati. In questi giorni, inoltre, ci preoccupa un’altra anomalia climatica fuori stagione: le gelate.
Nei prossimi giorni è previsto un brusco calo delle temperature e ricordo che due anni fa sono arrivate proprio a inizio aprile e hanno rovinato l’intera produzione frutticola del territorio.”














