Domenica 5 marzo, nella parrocchia di S. Antonino di Faenza (corso Europa 73), l’associazione Fraternità e lavoro offrirà ai soci e alla comunità un momento per festeggiare i 25 anni dalla sua nascita statutaria. Alle 11 sarà celebrata la Messa e alle 12 seguirà un aperitivo con i saluti delle autorità, portati dall’assessore alle Politiche sociali Davide Agresti, e le testimonianze dei soci. Quest’associazione ha sempre svolto un’attività silenziosa, ma creativa, a favore di anziani e più in generale persone fragili, in accordo con la comunità parrocchiale e coi servizi sociali. Ultimamente il servizio si è allargato a bambini e ragazzi per il sostegno allo studio e anche all’apprendimento alla lingua italiana. L’associazione conta attualmente una quarantina di iscritti.

Il supporto alle persone fragili. La nascita per iniziativa di don Germano Pederzoli

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30 ottobre 1999- commento del Vescovo alle nostre gite

Fraternità e lavoro nasce nel 1980 per iniziativa di don Germano Pederzoli, insegnante di religione al Liceo scientifico. La prima sede è in via Tonducci, in un appartamento del centro storico che è divenuto luogo di accoglienza e di vita comunitaria. L’atto costitutivo afferma che l’attività dell’associazione si rivolge a coloro che “soffrono in radicale e ingiusta situazione di emarginazione, favorendone in particolare la promozione e l’inserimento nella vita attiva”. Nel 1990 don Germano viene nominato parroco di S. Antonino, incarico che ricoprirà fino al 2008. È nell’arco di questi anni che l’associazione conoscerà un cambiamento di prospettiva, finendo per adattarsi alle esigenze del nuovo ambiente.

Prima di arrivare alla costituzione formale di questa nuova realtà vi è un periodo, fra il 1990 e il 1997, nel quale, ad avere sede nei locali parrocchiali, vi è la Ceff. L’attività è rivolta a ragazzi disabili e si svolge nei locali della parrocchia negli spazi attigui alla scuola materna “Sacro Cuore”. Si tratta principalmente di lavori meccanici e di assemblaggio, organizzati da un gruppo di volontari. Verso la fine del 1996, la cooperativa esce dai locali della parrocchia e trasferisce il proprio laboratorio in via Pana. Molti volontari dalla Ceff decidono di trasferire in parrocchia il loro servizio e parte dell’attività prosegue nei locali della Scuola materna.

Il 26 febbraio 1997, l’assemblea approva il nuovo Statuto dell’associazione. I consiglieri sono don Germano Pederzoli (presidente), Angela Monducci, Franco Fabbri segretario, Maria Grazia Capra, Sonia Rapone e Lea Rondinini; i sindaci revisori sono Agostino Bassi, Lia Mammini; e Anna Rosa Faccani, Ariano Ragazzini. Lo Statuto prevede, oltre che l’affiliazione all’Anspi, attività di formazione e socializzazione in sintonia con la parrocchia che la ospita, in particolare attraverso lo svolgimento di lavori che diano dignità e serenità ai soci che ne fanno parte. Si tratta di lavori che l’associazione svolge per conto terzi e il cui ricavato, qualora ve ne sia al termine dell’anno sociale, va a sostenere progetti missionari in varie parti del mondo: Romania, India, Eritrea. Ma il rapporto di collaborazione e di amicizia più significativo è quello mantenuto per anni con la missionaria di Marradi Rita Rossi, che ha prestato il suo servizio in Camerun tra i pigmei.

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7 novembre 2001 – con Ernesto Oliviero

I primi anni Duemila: grande fermento e collaborazioni

Negli anni fra il 1998 e il 2007 l’associazione vive il suo periodo più vivace e di maggiore entusiasmo. Molte le attività culturali, ricreative, spirituali (soprattutto gite, pellegrinaggi e campi estivi), che contribuiscono a creare una socialità importante in un clima di allegria. Fraternità e lavoro arriva infatti a contare fino a 70-80 iscritti e svolge le proprie attività anche in collaborazione con la parrocchia dei Cappuccini, per iniziativa di Maria Grazia Capra. Momenti significativi di questi anni sono stati, ad esempio, gli incontri con Ernesto Olivero, fondatore del Sermig di Torino, col vescovo Italo Castellani, che di tanto in tanto veniva in visita, o anche il pellegrinaggio ad Ascoli Piceno, dove vescovo era diventato il faentino Silvano Montevecchi.

Nel 2008, don Germano si ritira per problemi di salute, ma è già iniziata da qualche tempo una fase di riduzione numerica dei soci e quindi anche delle attività. Rimane, naturalmente, l’attività lavorativa ordinaria che a più riprese deve fare i conti con gli alti e i bassi della situazione economica globale, che finisce per condizionare anche piccole realtà come la nostra. Intorno al 2013-14 si svolgono, per il comparto più giovane dei soci, attività di espressione con Alessandro Gentili, attore e regista di lunga esperienza all’interno del Teatro Due Mondi. Queste attività vanno dalla produzione di marionette alle prove di recitazione per uno spettacolo teatrale, che diventerà poi la realizzazione di un film proiettato al Cinema Europa. A partire dal 2016 prende il via il lavoro di sartoria del laboratorio che conosce momenti di collaborazione con la prestigiosa bottega Gatti, con i Rioni di Faenza, di Ferrara, di Ascoli Piceno o anche col comune di Cesena, per i quali vengono realizzati bandiere, stendardi e costumi per le sfilate. Nonostante la neutralità del lavoro, che è fatto bene in egual misura per tutti, una prevalenza del lavoro è per il Rione Bianco. Uno dei lavori più simbolici svolti dalle donne del laboratorio è stata la realizzazione dei cuscini per il lancio dell’Arena estiva del cinema Europa, attiva dal 2018.

Il presente: aiuto compiti, orti e attività di cucito per donne straniere

Dal 2017 l’associazione diviene parte integrante di un’attività che da qualche anno si svolge in parrocchia. Si tratta di un’attività educativa e di supporto alle scuole del territorio chiamata di “aiuto compiti” e rivolta a bambini delle Elementari e a ragazzi delle Medie. L’opera è svolta in collaborazione con i giovani scout dell’Agesci e con un gruppo di volontari adulti che da qualche anno è divenuto stabile.
Questa iniziativa ha cominciato ad attrarre anche risorse esterne che hanno consentito, ad esempio, di svolgere un progetto estivo, lo scorso 2022, sostenuto dalla Fondazione Banca del Monte e finalizzato a laboratori extra-scolastici come la ceramica, il disegno, la musica.

In questi mesi è partito anche un piccolo orto a casa Mariani, in via Pantoli, che ha dato anche qualche frutto: finocchi, insalata, radicchio. Nelle ultime settimane è in corso di svolgimento un altro piccolo ma prezioso progetto che vede la collaborazione con l’associazione “Francesco Bandini” di Faenza. Si tratta di un’attività settimanale di cucito alla quale partecipano principalmente donne marocchine.