Le buone abitudini si consolidano nel tempo e hanno origine da una civica. Questo il significato del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti a Faenza. Si tratta dell’estensione del sistema di raccolta porta a porta a tutto il Comune. Nelle zone residenziali, a Marzeno e nelle frazioni sono stati consegnati alle famiglie i singoli contenitori da porre davanti al proprio civico per la raccolta porta a porta in atto dal 27 febbraio.
In centro storico, dopo l’avvio di inizio dicembre, è attiva dal 15 marzo anche la Carta Smeraldo, che permette di aprire il cassonetto Smarty per conferire l’indifferenziata. Nelle aree fuori dal centro storico, invece, nelle prossime settimane verranno tolti i cassonetti, lasciati in questa prima fase di transizione al nuovo sistema di raccolta. Abbiamo ricostruito un quadro di questa prima fase insieme assessore all’Ambiente Luca Ortolani.
Intervista a Luca Ortolani: “In centro siamo passati da 60-70 tonnellate al giorno di indifferenziata a 25-30 già nella prima settimana”

Assessore, come sta andando il nuovo sistema di raccolta?
Siamo in fase di transizione. Il centro storico, che raccoglie il 14% delle utenze residenziali di Faenza, è già pienamente coinvolto.
È ancora presto per fare delle valutazioni, ma in centro abbiamo visto un bel segnale. Per fare un esempio in piazza San Francesco, dove era presente un solo bidone dell’organico che veniva svuotato una volta a settimana, dal 5 dicembre è cominciato ad aumentare il numero dei contenitori e al momento ve ne sono quattro e vengono svuotati quattro volte a settimana. Siamo passati da 60-70 tonnellate al giorno di indifferenziata a 25-30 già nella prima settimana.
Prima avevamo un sistema che arrivava complessivamente al 60% di raccolta differenziata contando anche il materiale portato direttamente al Centro di Raccolta, nel quale la raccolta stradale con i cassonetti non superava il 20-30%. Dal 2016 era già attivo in Borgo il sistema misto porta a porta e quello integrale in tutto il forese. Ad oggi il 70-75 % dei rifiuti viene dalla raccolta differenziata. Ci aspettiamo che rapidamente si arrivi a ottimi risultati già quest’anno. L’obiettivo regionale è passare dai 240 kg di rifiuti prodotti oggi da ogni faentino a meno di 150 kg entro il 2025.
Quali sono i disagi di questa prima fase del nuovo sistema di raccolta?
In centro storico c’è stato un po’ di disagio per adeguare il volume dei rifiuti ai bidoni a disposizione. Abbiamo esteso la raccolta degli imballaggi di cartone per le attività economiche a 6 giorni su 7.
I cassonetti della carta però non bastano perché di fatto non sono usati solo dalle utenze domestiche alle quali sarebbero destinati.
Dal 15 marzo è poi attiva anche la Carta Smeraldo. Nelle zone residenziali si è partiti con le dotazioni dei contenitori alle famiglie, con le dotazioni condominiali per chi aveva optato per questa soluzione in accordo con gli amministratori di condominio. Ci sono ancora sopralluoghi da fare per alcune zone critiche in cui c’è poco spazio in strada per il conferimento, anche per questo i cassonetti sono ancora presenti e lo resteranno fino a quando non saremo a pieno regime con questo nuovo sistema di raccolta.
Entro il 2025 si arriverà alla tariffazione puntuale?
Sì, ad oggi il termine ultimo è il 2025, questo significa avere un anno per misurare il volume di rifiuti attraverso i singoli bidoncini e le Carte Smeraldo. La tariffazione puntuale ha poi l’obiettivo di incentivare chi si impegna a fare la raccolta differenziata e a produrre meno rifiuti senza essere troppo punitiva nei confronti di chi non lo fa.
A che punto siamo con il Nuovo Centro del Riuso?
Ci sono stati dei ritardi nei lavori e il bando di gara ha dovuto essere riallineato più volte ai continui aumenti del prezzario regionale. L’obiettivo è quello di attivarlo entro l’anno. È uno spazio in cui i cittadini possono portare ciò che non usano più. La direzione è quella del riciclo e del riuso. Importante sarà in questo senso il ruolo delle associazioni del territorio che da sempre si impegnano nell’incentivare un’economia circolare.
Inserire questo nuovo sistema è stata una scelta inevitabile. Dietro quello che può essere un impegno per il singolo c’è un’esigenza etica e ambientale.
Questo nuovo sistema di raccolta chiede di più ai cittadini, inutile girarci intorno. Occorre non solo differenziare ma anche esporre il contenitore solo nel giorno previsto dal calendario di raccolta. Siamo stati costretti ad attuarlo alla luce di un risultato non efficace della raccolta differenziata con il metodo precedente. Il valore etico alla base di questa decisione è proprio quello della responsabilità chiesta al singolo. Facendo la raccolta differenziata in questo modo ci si rende anche conto dei volumi che ciascuno produce e quindi il singolo cittadino è sensibilizzato. L’obiettivo infatti è quello di ridurre non solo il volume complessivo dei rifiuti, ma anche quello dei rifiuti differenziati. È necessario non solo smaltire bene i rifiuti, ma anche produrne meno.
Letizia Di Deco














