Tanti i lavori che il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale sta progettando sul nostro territorio, grazie anche ai fondi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
L’ottenimento del finanziamento tramite fondi del PNRR si può considerare un grande successo del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, essendo l’esito di una procedura che ha visto concorrere gli enti di bonifica dell’intero territorio nazionale.
Per quanto riguarda appunto il nostro territorio,nell’ambito del PNRR, un progetto del Consorzio riguarda la realizzazione di un bacino di laminazione e accumulo d’acqua e di reti distributive in pressione a beneficio del comparto idraulico Fosso Vecchio nei Comuni di Bagnacavallo e Cotignola, nello specifico della porzione posta a valle del CER.
Il progetto, avente una duplice finalità di irrigazione e bonifica idraulica, a cui si aggiunge un indubbio valore di riqualificazione ambientale, figura nell’elenco degli interventi da finanziare con fondi in dotazione al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Il costo delle opere nel quadro economico del progetto esecutivo è di 64,8 milioni di euro, di cui 39 milioni di euro è l’importo per ora coperto da finanziamento.
È attualmente in corso la procedura di valutazione di impatto ambientale delle opere, che si ritiene possa concludersi a breve. Condizione per la conferma del finanziamento è, infatti che vi sia l’aggiudicazione definitiva ed efficace dei lavori entro il prossimo mese di settembre.
La realizzazione da parte del Consorzio di nuove opere in campo irriguo non è limitata ai lavori di prossima esecuzione, ma riguarda anche cantieri già aperti.
Sono inoltre attualmente in corso i lavori di realizzazione dei distretti irrigui Santa Lucia, Budrio e Madrara nei Comuni di Massa Lombarda, Sant’Agata, Lugo, Cotignola e Faenza – oltre all’estensione delle reti distributive nell’area Senio-Lamone nei Comuni di Faenza e Cotignola -, dell’importo di 15 milioni di euro finanziato con i fondi del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale.
L’assegnazione del finanziamento è avvenuta nell’ambito di una procedura di concorso che ha visto il progetto del Consorzio posizionarsi come quinto nella graduatoria nazionale.
Sono, inoltre, praticamente ultimati i lavori di realizzazione del distretto irriguo denominato “Via Pero”, nella porzione di territorio compresa tra gli abitati di Lugo e Fusignano, finanziati con fondi del Piano di Sviluppo Rurale Regionale.
Un elemento da rimarcare è che tutti i lavori progettati e diretti dal Consorzio si sono finora conclusi nei tempi previsti, sono stati collaudati positivamente e hanno generato economie rispetto alla somma finanziata.
Ciò non è certo frutto di circostanze fortunate, ma di una cura estrema da parte dei tecnici dell’ente. Senza una direzione lavori che ha visto la quotidiana e costante presenza nei cantieri degli operatori del Consorzio e senza un’organizzazione dell’attività per obiettivi dettati dal cronoprogramma, questo risultato non sarebbe stato possibile.
Antonio Vincenzi (pres. Consorzio bonifica) : “Di fronte al cambiamento climatico è strategico realizzare opere in grado di captare l’acqua e distribuirla in maniera efficiente”
«È importante sottolineare che le opere in campo irriguo progettate, realizzate e mantenute dal Consorzio creano un enorme valore aggiunto per il territorio interessato, che, contrariamente a quanto si è portati a pensare, non è limitato al comparto agricolo», dichiara il Presidente del Consorzio avv. Antonio Vincenzi.
«La drammatica siccità che in questi giorni è all’attenzione dei mass media nazionali e locali mette, infatti, a rischio le filiere produttive su cui si regge l’economia della Romagna Occidentale. Le recenti precipitazioni nel territorio collinare romagnolo, le immagini dello stramazzo della diga di Ridracoli fanno dimenticare la situazione del Po, che rappresenta la fonte di approvvigionamento idrico pressoché esclusiva per l’irrigazione di pianura, ed è a dir poco allarmante.
All’origine del sistema del CER – Canale Emiliano Romagnolo, nei giorni scorsi, la quota dell’acqua nel Po era addirittura inferiore al dato rilevato nello stesso periodo dell’anno scorso. E tutti ricordano quanto l’anno scorso fosse concreto il rischio di un’interruzione dei prelievi da Po, che avrebbe avuto conseguenze catastrofiche per l’ambiente e l’economia locali.
In questo scenario di cambiamento climatico conclamato, assume quindi sempre più rilevanza strategica la realizzazione di opere in grado di captare la risorsa idrica quando questa è abbondante e di renderne efficiente la distribuzione, mediante condotte interrate che vadano a sostituire per questi scopi i canali in terra a cielo aperto e gli emungimenti da falda sotterranea, contribuendo in questo modo anche a un’azione di contrasto alla subsidenza.
Si è valutato che la capacità di captazione in Italia è quattro volte inferiore a quella della Spagna, paese che fronteggia problematiche analoghe di siccità. La progettualità del sistema dei consorzi di bonifica è volta a colmare questo gap, per la tenuta delle produzioni e conseguentemente del valore degli immobili».














