“A fronte dei gravi problemi che stanno tragicamente manifestandosi oggi – basti pensare alla guerra in Ucraina – non basta per i credenti sostenere un pacifismo di testimonianza, che da solo non sarebbe in grado di far avanzare la causa della pace. Il pacifismo di semplice testimonianza rischia di coltivare il sogno di eliminare la guerra dal mondo senza distruggere il mondo della guerra. Occorre, invece, decisamente impegnarsi sulla via di una non violenza pacificaattiva e creatrice. Ossia una via che non solo condanna la guerra, ma che costruisce alacremente la pace. È la via di un nuovo pacifismo, il cui slogan potrebbe essere espresso così: se vuoi la pace, prepara istituzioni di pace.

Sono queste le parole del vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, monsignor Mario Toso, pronunciate alla santa messa del 27 agosto scorso in ricordo del cardinale Achille Silvestrini, tra coloro che hanno lavorato concretamente per preparare nuove istituzioni di pace. Nato a Brisighella nel 1923, nella Diocesi di Faenza-Modigliana, e morto il 29 agosto 2019, il cardinale è stato ricordato il 27 agosto scorso con una santa messa alla chiesa dell’Osservanza di Brisighella presieduta proprio dal vescovo Mario.

L’impegno del cardinale Silvestrini per costruire la pace nel mondo

“Basti qui rammentare il suo impegno, a fianco e alla scuola del grande cardinale Casaroli – prosegue monsignor Toso ripercorrendo alcune tappe della vita del cardinale – nelle molteplici trattative in vista della Conferenza di Helsinki del 1975, voluta dagli Stati del patto di Varsavia. A Helsinki e a Ginevra fu Silvestrini a condurre le complicate trattative con le delegazioni degli Stati del Patto di Varsavia. Egli fu Capo-delegazione della Santa Sede alla Conferenza dell’ONU sull’uso dell’energia atomica del 1971 e alla Conferenza sul Trattato di non proliferazione delle armi atomiche del 1975. Come ebbe a scrivere lo stesso Silvestrini, la presenza della Santa Sede ad Helsinki rappresentò un segno della concezione della pace tra le nazioni come valore morale prima ancora che come questione politica. Il ruolo di Silvestrini nella stesura dell’Atto finale di Helsinki è stato rilevante. Con esso ha contribuito ad aprire le porte ad una nuova storia nei rapporti tra le nazioni, tra popoli e religioni, in vista della pace nel mondo”.