Creare valore non solo per la propria impresa, ma per tutto il territorio. È a partire da questa prospettiva che la cooperativa Gemos di Faenza ha deciso di realizzare il suo primo Bilancio di sostenibilità, presentato giovedì 30 giugno 2022 al Museo internazionale delle Ceramiche. Un documento che si sta sempre più diffondendo tra enti pubblici, associazioni e aziende, per comunicare gli impatti positivi della propria attività sul piano della sostenibilità economica, ambientale e sociale. “I nostri valori sono chiari, scritti sul nostro Statuto e portati avanti ogni giorno fin dalla nostra istituzione – spiega Mirella Paglierani, presidente Gemos -, ma vanno anche comunicati in maniera efficace all’esterno, anche per creare nuovi legami e rinsaldare relazioni. Questi valori non rimangono astratti, ma si concretizzano in tante attività che abbiamo deciso di rendicontare”.

Dai progetti di educazione alimentare nelle scuole a quelli legati al welfare per i lavoratori passando per l’attenzione nel ricercare fornitori di qualità o a una raccolta rifiuti il più sostenibile possibile: sono queste alcune delle iniziative presenti e raccontate nel bilancio. Per la prima volta nella sua storia, Gemos ha deciso di mostrare ai propri portatori di interesse il suo modello di sviluppo sostenibile, anche in riferimento ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 definiti dall’Onu. Gemos ha condotto l’analisi degli obiettivi dell’Agenda con lo scopo di determinarne i prioritari, in considerazione dell’ambito in cui opera e dei propri impatti sociali, economici e ambientali. “Questo bilancio è il racconto della nostra storia – continua Paglierani -. Dietro a ogni pasto che serviamo c’è un lungo percorso che deve però essere sempre guidato dai nostri valori. Ogni attore deve dare il proprio contributo per costruire un mondo migliore”.

Continuità, valori, resilienza

Il Bilancio di Sostenibilità propone una prima fotografia della realtà cooperativa. Il capitolo iniziale è dedicato al tema delle emergenze internazionali, con un focus sui punti di forza che Gemos ha messo in campo per affrontare i momenti critici legati alla pandemia prima e alle crisi attuali sul fronte delle forniture poi. L’efficacia della reazione si legge, ormai a due anni di distanza, nei dati economici e sociali, che confermano la validità delle strategie adottate finora. “Seppure inflazionata nell’ultimo periodo – prosegue la presidente -, voglio utilizzare consapevolmente la parola resilienza: resiliente è quel materiale che è capace di assorbire un urto senza rompersi, resiliente è quell’organizzazione che è capace di riadattarsi in maniera positiva a nuovi scenari critici. Dunque, Gemos ha reagito e ancora reagisce con resilienza. Forte dei propri valori cooperativi e dell’impegno e sacrificio dei propri Soci e lavoratori e con il contributo dei propri partner, fornitori e stakeholder in genere, ha continuato a produrre valore e a crescere sempre in maniera sostenibile, sia a livello sociale che economico e ambientale”.

L’attività di reporting presenta le politiche aziendali adottate dalla cooperativa. Sicurezza alimentare e rintracciabilità nella filiera agroalimentare sono solo alcune delle voci presenti, così come la gestione delle eccedenze alimentari e l’utilizzo di energia vere nei centri di cottura. Gemos ha poi individuato nel benessere dei propri Soci e lavoratori uno dei principali obiettivi da perseguire ponendo particolare attenzione al tema della conciliazione vita e lavoro. Per questo motivo, a partire dal 2016, ha avviato anche il proprio progetto di Welfare aziendale denominato BenEssere Gemos.

Video Intervista alla presidente Mirella Paglierani

L’assessore Davide Agresti e 3 parole: generare, tempestività, speranza

Alla presentazione del bilancio di sostenibilità Gemos ha parlato anche l’assessore al Welfare del Comune di Faenza, Davide Agresti. “Il lavoro che ha svolto Gemos è prezioso – ha sottolineato -. Sono tre le parole che mi hanno colpito leggendo questo bilancio. La prima è generare, perché il valore aggiunto che la vostra cooperativa crea si moltiplica all’esterno e su tutto il territorio. Questo è importante, specie in un periodo storico in cui rischiano di crescere le disuguaglianze ed è importante sostenere i corpi intermedi. La seconda parola è tempestività, perché nel mondo contemporaneo le sfide vanno affrontate subito e con intelligenza. Infine la terza parola è speranza, indispensabile per affrontare queste grandi sfide”.

Andrea Pazzi (Confcooperative Romagna): “Puntiamo alla sostenibilità anche nel linguaggio, perché sia più inclusivo”

Presente all’evento anche il direttore di Confcooperative Romagna Andrea Pazzi, che ha raccontato sei anni di percorso svolto da Confcooperative proprio sul tema della sostenibilità. Nel 2016 Confcooperative nazionale presentò il suo primo bilancio di sostenibilità, con l’obiettivo di diffondere questo strumento tra i propri associati. Inoltre, con il progetto Apeiron, Confcooperative Romagna ha raggiunto negli ultimi anni importanti traguardi, come l’eliminazione di 3.500 bottiglie di plastica d’acqua consumate ogni anno, puntando invece su altre soluzioni più sostenibili; fino all’acquisto di auto elettriche. Il prossimo bilancio di sostenibilità di Confcooperative Romagna sarà presentato nel 2023, e avrà un ruolo importante quello del linguaggio “che vogliamo sempre più inclusivo – ha concluso Pazzi – e meno tossico”.