«Possiamo perdere tante capacità – anche tutte – ma non quella di amare. La vita non vale in base a quante cose sappiamo fare. Vale sempre, anche con un filo di voce o quando si riesce a parlare solo con lo sguardo e anche quando non c’è più nemmeno quello. Si può accogliere e amare sempre». Si fa vicino, il vescovo Michele, parla con calore e affetto agli oltre duecento anziani che hanno partecipato sabato scorso al Pomeriggio dei nonni alla residenza Il Fontanone di Faenza.
Le radici della famiglia
Una giornata di festa, culminata con la messa celebrata in giardino. Appena arriva, il vescovo si ferma con gli ospiti, li saluta, ha una parola buona per ciascuno e – durante l’omelia – ringrazia «Mi sono sentito accolto da voi, come tutti i nonni avete una capacità straordinaria di amare. Voi anziani siete gli esperti, i tecnici, i dottori dell’amore. Ringraziamo per il dono della vita, di ogni età della vita», ha detto, ricordando che ogni stagione ha la sua importanza. E ai più giovani ha proposto un grazie particolare per i nonni e i bisnonni, presenza preziosa nella vita delle famiglie. «Tutti abbiamo dei ricordi belli di cose che abbiamo imparato e di tantissimo amore che abbiamo ricevuto dai nonni» esempio di fedeltà, pazienza e capacità di perdono. Per raccontare il legame tra le generazioni ha utilizzato l’immagine dell’albero: «C’è il tronco – le famiglie –, i rami – i figli –, le foglie – i bimbi –, quello che si vede meno sono le radici, gli anziani, ma senza l’albero cade» anche quando non sono più in grado di fare ciò che facevano prima. Il vescovo Michele ha poi raccontato un episodio legato a sua nonna, morta alcuni anni fa mentre era ricoverata in ospedale. Anche negli ultimi giorni aveva cercato un modo per manifestargli il proprio affetto. «I nonni hanno una straordinaria capacità di amare che si manifesta fino agli ultimi istanti».
«Pregate anche per me»
Durante l’omelia Michele Morandi ha chiesto agli anziani presenti anche una preghiera personale: «Vi chiedo, quando vi scappa un’Ave Maria, di pregare anche per me perché possa essere buono, paziente, perché sia capace di perdonare e abbia sempre la forza di tenere unita la famiglia».
Barbara Fichera



















