A vederle sotto l’ombrellone mentre si godono l’ultimo sole d’estate, la prima cosa che salta all’occhio non sono le rispettive sedie a rotelle, ma la luce dei loro sorrisi e la complicità che le lega. Serena, 35 anni, e Alessia, 34, sono arrivate da Montecatini Terme per trascorrere una settimana di vacanza a Punta Marina, insieme ai loro familiari. Entrambe convivono con la distrofia muscolare, ma qui, alla Spiaggia dei Valori — la struttura balneare pensata per l’accoglienza e l’accessibilità di persone con gravi disabilità —, la parola “limite” sembra aver perso ogni significato.
Un sogno a occhi aperti

«Abbiamo scoperto questo posto sui social e grazie al passaparola di una signora con sua figlia. È la nostra prima volta qui, ma di certo non sarà l’ultima», raccontano con entusiasmo. Arrivate giovedì scorso, rimarranno fino al 3 settembre. «Sette giorni soltanto, purtroppo! Come ci troviamo? Benissimo, sembra davvero un sogno, un paradiso: l’accessibilità riassunta in una spiaggia. L’ospitalità e l’accoglienza ti fanno sentire subito a casa, con un’attenzione straordinaria a ogni dettaglio. Normalmente siamo abituate a dover combattere ogni giorno con barriere architettoniche e pregiudizi: venire qui è come vederle abbattere tutte d’un colpo».
A colpire le due amiche è soprattutto la presenza costante e premurosa dei tanti giovani volontari. «Sono bravissimi. La cosa meravigliosa è che la struttura permette quasi di venire da soli, senza dover per forza affaticare i familiari o i caregiver, che già ci assistono con tanto amore durante tutto l’anno». Una libertà che in acqua diventa ancora più preziosa: «Nel mare ci si muove in totale autonomia, ci si rilassa e si svuota la mente. Per noi è sempre un momento davvero bello. E qui poi si fanno tante nuove amicizie». Tra le tante sorprese, per Alessia c’è l’emozione di provare il pedalò accessibile («non vedo l’ora!»), mentre Serena ha già condiviso via social le foto della spiaggia con i suoi contatti. Con una parentesi di simpatica leggerezza: l’incontro ravvicinato, lungo la strada, con i famosi pavoni della zona, diventati celebri in tutta Italia, che «ci hanno fatto un po’ di paura!», confessano ridendo.
Oltre i pregiudizi, la vita vera

Dietro la spensieratezza della vacanza c’è però anche la consapevolezza di una battaglia culturale ancora aperta. «Esiste un’infinità di stereotipi», spiegano Serena e Alessia. «Spesso la gente pensa che chi ha una disabilità fisica debba per forza avere anche problemi mentali o che non possa condurre un’esistenza autonoma. Non si concepisce l’idea che un disabile possa lavorare e avere la propria vita». Serena, ad esempio, lavora regolarmente come impiegata al Centro per l’impiego vicino a casa.
È per questo che la Spiaggia dei Valori rappresenta molto più di un semplice luogo di villeggiatura: «È bellissimo vedere l’interazione con le scuole e con i bambini che vengono educati qui all’inclusione vera. Qui puoi davvero dimenticarti della disabilità, riesci a fare tutto».
Il dono della gratitudine
Il sollievo è visibile anche negli occhi delle famiglie. «Per chi ha bisogni complessi, che necessita del sollevatore anche solo per entrare in acqua, questo è un ambiente da favola», conferma la mamma di Alessia. «L’aiuto degli operatori ci permette di goderci la vacanza insieme a loro, in serenità». Mentre la settimana volge al termine, Serena e Alessia tracciano il bilancio di un’esperienza che lascia il segno. Se si chiede loro qual è la parola che riassume questi giorni sulla costa romagnola, non hanno dubbi: «Gratitudine. Possiamo soltanto dire un grande grazie a chi rende possibile tutto questo». Un segno concreto di come la cura, l’attenzione al prossimo e la fraternità sappiano dare valore a ogni giornata.














