Pubblichiamo di seguito la lettera di ringraziamento del vescovo Michele Morandi per l’accoglienza ricevuta ai campi estivi di quest’anno.
La lettera del vescovo Michele: “I campi sono un’esperienza di come dovrebbe diventare un po’ di più la vita di ogni giorno”
Cari bambini e bambine, ragazzi e ragazze, famiglie, anziani, preti, educatori ed animatori!
Ho concluso questa settimana “il giro” per venire a trovarvi ai campi.
Nei giorni dopo la mia nomina, mentre stavo sfogliando un libro, mi è caduta per terra una foto dove io facevo da ministrante al mio vescovo, Francesco Tarcisio, venuto a trovarci ad un campo di reparto Agesci. Mi sono commosso e mi sono detto: “questa estate, nel tempo che ho, andrò a trovare la mia grande famiglia ai campi e ai centri estivi, per essere vicino, per dire agli educatori e ai preti il mio grazie per queste esperienze così importanti”.
I campi sono esperienza di vita più essenziale, dove si condividono insieme spazi, tempi, e obiettivi per conoscere meglio e seguire Gesù, attraverso la contemplazione della natura, gli amici, oltre ad accogliere la sua presenza nell’Eucarestia e il suo perdono! È un’esperienza di come dovrebbe diventare un po’ di più la vita di ogni giorno: insieme, più povera, con più lavoro condiviso, con più preghiera comune, più condivisione e con più tempo per confrontarci sulle cose importanti della vita, per darci da fare a costruire un mondo migliore per tutti.
Cari bambini e bambine! Grazie per l’affetto e la curiosità che avete espresso attraverso tante domande su Gesù, su di me e sulla vocazione! Ho visto quanto vi siete divertiti. Forse qualcuno ha avuto qualche momento di nostalgia ma, niente paura, l’anno prossimo andrà benissimo! Adesso che siete a casa, continuate a trovarvi in parrocchia, nelle associazioni, nei movimenti, giocando insieme, ascoltando e imparando Gesù dalla vita che vivete insieme in famiglia, con i vostri preti, catechisti e educatori.
Cari ragazzi e ragazze! Immagino che sia stato così bello che, prima di partire, qualcuno abbia anche pianto un po’ perché da quel momento avrebbe visto di meno gli amici che ha conosciuto. Che bella l’amicizia! Non lasciando solo nessuno, coltivatela anche adesso, non solo attraverso lo schermo. Incontratevi piuttosto, giocate, guardatevi negli occhi e state insieme cercando nei vostri educatori persone che vi possano aiutare a fare scelte per una vita più bella con Gesù.
Giovanissimi e giovani! Attraverso la bellezza della natura, qualche incontro, qualche contenuto che vi ha colpito, forse avete pensato cose importanti per voi, sogni di futuro che sembrano grandi, troppo grandi, grandi fino a spendere la vita per gli altri! Non spegnete queste intuizioni che il Signore ha suggerito e confrontandovi con il “don” o con qualche adulto che vuole bene a voi e al Signore, cercate di capire cosa ci sia di vero e di buono! Forse, tornando a casa con questi sogni, non vi siete sentiti capiti e non avete avuto la forza di dirlo a nessuno. Provate e non abbiate paura: davvero! Non immaginate quanto possa essere bello, anche se procura vertigini, “mettere a terra” i sogni!
Care famiglie! Grazie per il dono della vita e della fiducia per aver mandato i vostri figli a queste attività. Educare non è solo un’azione che riguarda voi e non siete sole: è un’attività corale, fatta insieme alla comunità ecclesiale per cercare il meglio che Gesù propone a voi e ai vostri figli. Custodite nel cuore, essendoci sempre discretamente, quasi dietro l’angolo, anche ciò che può essere incomprensibile e forse esce dai vostri progetti. La Chiesa è con voi!
Carissimi anziani e nonni! Che bello vedervi mentre vi mettere in gioco così avanti negli anni, in una vacanza non solo per riposarvi ma per formarvi e confrontarvi insieme! Grazie per il vostro protagonismo nella comunità che trasmette valori e fede!
Voi che per qualsiasi motivo siete rimasti a casa: i vostri amici, figli, nipoti, hanno vissuto qualcosa di bello e grande, e lo hanno vissuto anche per voi. Questa esperienza arricchisce tutti anche se non è sempre possibile capirlo. È bene custodire con il sorriso il mistero che nasce nel cuore di tanti giovani in queste esperienze perché non si rattristino e, sentendosi soli, non abbiano la forza di accoglierlo nella propria vita.
Cari fratelli preti, educatori, animatori! Che dire: voi siete il cuore di questa avventura che è ben oltre i campi. Il farlo insieme offre la possibilità a tutti di vedere la bellezza della Chiesa nella varietà dei doni e servizi. Grazie! Non trascuriamo mai la ricerca e la conoscenza del Signore insieme alla formazione che richiede competenze specifiche e lotta per maturare come uomini e donne capaci di donare sé stessi. Le famiglie vi affidano i loro tesori più preziosi. Attraverso di voi, non conduceteli a voi, ma, con voi, aiutateli nell’ incredibile avventura della vita in Dio.
Cari cuochi! Grazie per il vostro servizio che, oltre ad essere necessario per vivere, è espressione di amore, cura e nutrimento del cuore.
Sperando di incontrarvi in altre occasioni durante l’anno, vi ringrazio ancora per l’invito, l’accoglienza e la gioia condivisa insieme. Non ricorderò sicuramente tutti i volti e i nomi, ma salutiamoci ugualmente, così saremo sempre più uniti, famiglia di Dio nel mondo.
Vostro
Michele, vescovo
1° settembre 2026





































