Una realtà che non ha come unico obiettivo la vittoria sul campo ma che dà priorità ad un percorso fatto di valori, gioco di squadra e aggregazione. Tutto questo è il Csi Faenza, che si appresta a vivere una nuova annata sportiva. Per fare il punto su attività e obiettivi del comitato faentino abbiamo incontrato Alessandro Neri, al suo secondo mandato da presidente.

Intervista a Alessandro Neri, presidente del Csi Faenza

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Neri, come sta andando il tesseramento?

Lo scorso anno abbiamo chiuso con 6.892 tesserati, un numero decisamente rilevante considerato che il comitato faentino, essendo espressione del territorio della diocesi, è uno dei più piccoli a livello regionale. Dai primi riscontri, i tesseramenti sono in leggera crescita, soprattutto per calcio e pallavolo.

È un risultato molto soddisfacente e dovuto all’offerta sportiva molto ampia, soprattutto per il volley che conta ben 14 campionati.

Quali discipline sportive si svolgono sotto l’egida del Csi?

I principali sport di squadra: calcio, basket e pallavolo. A questi, per limitarci ai principali, si aggiungono ciclismo, ginnastica artistica e nuoto. Il Csi non significa soltanto calcio, tutti gli sport per il nostro comitato sono ugualmente importanti.

Qual è la disciplina che conta il maggior numero di tesserati?

La pallavolo ha visto un boom di società e praticanti, trainato anche dai risultati ottenuti dalle nazionali e ha ormai superato il calcio. Questo è dovuto anche al fatto che nel volley riusciamo a coinvolgere anche i bambini, con campionati pensati per i più piccoli, a differenza di quanto avviene nel calcio.

Quali sono le principali novità per l’annata 26/27?

Per la prima volta, ci sarà un campionato di calcio a sette.

Il riscontro da parte delle società è stato buono e ci sono otto squadre iscritte a questo primo torneo.

Ci sono realtà che non hanno aderito ma hanno manifestato interesse per i prossimi anni. Grazie alla collaborazione con Faventia Sales, quattro squadre su otto disputeranno le loro gare sul campo sintetico che si trova nel complesso degli Ex Salesiani. Il prossimo 2 ottobre Csi Faenza sarà presente al Festival dello Sport di Trento, insieme a studenti dell’Istituto Oriani e del Liceo Torricelli-Ballardini, consolidando la partnership avviata con le due scuole.

I ragazzi degli istituti superiori parteciperanno al Giocasport e alla Staffetta 50×1000, organizzata in occasione della Cento km.

Come si vive lo sport nel Csi?

L’aspetto agonistico è presente, ma non prioritario. Per noi lo sport è soprattutto uno strumento educativo. Ciò che diciamo ai dirigenti delle società è che l’obiettivo principale rimane far crescere gli atleti a livello umano e insegnare che la sconfitta va accettata come stimolo per migliorare. Il risultato non è così vitale, come avviene in altri contesti.

Il caro energia e l’inflazione stanno pesando sull’attività delle società?

Temo, se non si inverte la rotta, che alcune società, la cui attività si svolge in palestra o al palazzetto, possano incontrare delle difficoltà ed è un tema su cui non è semplice essere di supporto per il Comitato.

Altri ostacoli sono derivati dall’entrata in vigore del Runts (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) che ha comportato un aumento importante a livello di burocrazia e responsabilità, per chi decide di impegnarsi all’interno del Csi. L’intervento legislativo era necessario ma in un contesto come il nostro, per poter contare su più persone che possano dare una mano, sarebbe stata auspicabile una maggior flessibilità.

A livello nazionale, sono tanti gli adolescenti che abbandonano la pratica sportiva. Come riavvicinarli agli sport di squadra?

Bisogna comprendere le motivazioni che portano i giovani a lasciare lo sport. La società è cambiata e dobbiamo fare uno sforzo per restare al passo con i tempi. Solo così sarà possibile strutturare un’offerta sportiva che intercetti bisogni e desideri dei ragazzi. C’è poi il grande tema della collaborazione con le parrocchie.

In che senso?

Le parrocchie faticano a essere un luogo di incontro e socialità per i giovani. Nonostante la buona collaborazione a livello diocesano, fatichiamo a trovare soluzioni per creare squadre giovanili, che consentano ai ragazzi di svolgere attività sportiva, in ambito parrocchiale. Non sono tante le parrocchie che hanno a disposizione campi sportivi e spesso tutto è sulle spalle di pochi volontari.

Quali sono le prospettive future per il Csi Faenza?

Siamo al lavoro per organizzare, l’anno prossimo, i primi campionati di calcio femminile. Abbiamo il dovere di intercettare le nuove tendenze in ambito sportivo e capire se è fattibile introdurle a livello di comitato. In questo momento è di gran moda il padel che richiede investimenti importanti a livello di infrastrutture. Un’altra disciplina sportiva che stiamo osservando con interesse è sicuramente il Mamanet, uno sport di squadra, a metà strada tra la pallavolo e la palla rilanciata, pensato originariamente per le mamme e le donne over 30.

È una disciplina sportiva inclusiva, che prevede un’attività fisica svolta a ritmi blandi e senza necessità di particolare preparazione.

A Forlì sono già partiti e i primi riscontri sono ottimi, ci sono già otto squadre iscritte al primo torneo.

Samuele Bondi