Novant’anni dopo il debutto al Teatro Comunale, il 12 aprile 1936, i Canterini Romagnoli di Russi vengono ricordati come emblema del folklore locale.
Un patrimonio di canti e memoria
Nati sotto la guida di Domenico Babini e sostenuti da Francesco Balilla Pratella, hanno custodito un patrimonio di canti e memoria.
Per celebrare l’anniversario, il Centro Sociale Culturale Porta Nova e il Comune propongono tre momenti pubblici: venerdì 11 settembre, alla Biblioteca Comunale in via Godo Vecchia 10 (ore 21), Susanna Venturi, giornalista e docente di Storia della Musica e Musicologia, assieme al giornalista Federico Savini ripercorrerà la storia con videoproiezioni e testimonianze.
Sabato 12 settembre sarà ufficialmente intitolata ai Canterini l’ex sede di via Mascagni
Sabato 12 settembre, alle ore 16.30, sarà ufficialmente intitolata ai Canterini l’ex sede di via Mascagni, già nota come Casa Canterini. Dopo i saluti istituzionali della sindaca Valentina Palli, interverranno Susanna Venturi e Federica Pompili, presidente del Centro Sociale Culturale Porta Nova.
Alle ore 18, al Giardino della Rocca T. Melandri, si esibiranno i Canterini e Danzerini Romagnoli “Turibio Baruzzi” di Imola (dirige Paola Tarabusi) e la Corale “Domenico Babini” di Porta Nova (dirige Daniela Peroni). Accompagnamento musicale a cura di Andrea Sarneri. Lo spettacolo sarà presentato da Donata Utili. In caso di maltempo, l’evento si terrà al Centro Sociale in via Aldo Moro 2/1.
La storia dei canterini romagnoli di Russi
“Il primo concerto si tiene al Teatro Comunale, il 12 aprile 1936, novant’anni fa: la Camerata dei Canterini Romagnoli di Russi – ricorda Susanna Venturi, autrice del libro I cantarê. I Canterini romagnoli di Russi dagli anni Trenta a oggi (edizioni Nota 2016) – debutta nella propria città.
Il coro, che raccoglie circa 40 voci maschili e femminili, si riunisce già da qualche mese, sotto la guida di Domenico Babini che, pur non dirigendolo in quell’occasione, sarà sempre unanimemente riconosciuto come il suo fondatore e maestro indiscusso – portano la sua firma diverse ‘cante’ che i russiani intonano, tra cui la “Canta d’Ross”.
A patrocinare il gruppo è Francesco Balilla Pratella, e a lui la Camerata viene intitolata. Del resto, la struttura e l’organizzazione dei Canterini di Russi, come degli altri sorti nel territorio, sono frutto di quel movimento di recupero e salvaguardia – in definitiva di “invenzione” – della tradizione del canto popolare in Romagna, di cui Pratella è protagonista, insieme ad Aldo Spallicci e Cesare Martuzzi.
Sono questi gli autori della gran parte del repertorio dei Canterini di Russi: agli esordi, ma poi anche dopo la guerra, negli anni Cinquanta, quando il coro si ricostituisce, affermandosi anche fuori regione in alcuni importanti concorsi. E ancora dagli anni Settanta quando, seppur rinnovato nell’organico, conserva inalterati stile e repertorio, poi negli anni Novanta quando entra in contatto con il folklore internazionale, organizzando per oltre vent’anni l’omonimo festival. E ancora oggi, nonostante i rivolgimenti culturali e sociali del nuovo millennio, sempre tenacemente voce di una tradizione riconoscibile e condivisa, irrinunciabile”.














