Segnali positivi dal sistema economico della provincia di Ravenna: tra aprile e giugno il saldo tra iscrizioni e cessazioni è di +147 imprese. Il tasso di crescita sale allo 0,41%, in miglioramento rispetto al 2025. Costruzioni e servizi guidano l’incremento, mentre avanzano società di capitali, imprese individuali e comparti giovanile, straniero e femminile. In calo solo le società di persone

Segnali di crescita

Il sistema imprenditoriale della provincia di Ravenna conferma la propria capacità di tenuta e chiude il secondo trimestre del 2026 con un saldo positivo di 147 imprese. Tra aprile e giugno sono state 455 le nuove iscrizioni, a fronte di 308 cessazioni volontarie, al netto delle cancellazioni d’ufficio. Il tasso di crescita si attesta così al +0,41%, in miglioramento rispetto al +0,33% dello stesso periodo del 2025.

Il numero complessivo delle imprese registrate nel territorio ravennate sale a 35.754. Un andamento positivo che coinvolge anche l’artigianato: nel trimestre le nuove iscrizioni sono state 180, contro 133 cessazioni, per un saldo di +47 imprese e un tasso di crescita dello 0,49%. Lo stock complessivo delle imprese artigiane raggiunge così quota 9.619.

I dati emergono dall’analisi dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, realizzata sulla base delle informazioni del Registro delle Imprese.

Servizi in evidenza

A sostenere maggiormente la crescita sono soprattutto le costruzioni, che registrano 40 imprese in più, e il comparto dei servizi. Tra questi spiccano le attività di alloggio e ristorazione, con un saldo positivo di 28 unità, seguite dalle attività amministrative e dai servizi di supporto (+25), dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+24) e dagli altri servizi (+21).

Segnali positivi arrivano anche dalle attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+18), dal credito (+17), dal commercio (+14) e dalla consulenza informatica (+8). Più contenuti gli incrementi di istruzione e sanità (+3), fornitura di energia elettrica e gas (+2) e agricoltura (+1).

Restano invece sostanzialmente stabili le attività manifatturiere, che perdono una sola impresa (-0,04%). In lieve diminuzione anche trasporto e magazzinaggio e attività immobiliari, entrambe con una unità in meno, mentre le attività editoriali segnano -2.

Più giovani e società

A trainare il tessuto economico ravennate sono soprattutto le società di capitali, che nel trimestre aumentano di 78 unità, grazie a 118 iscrizioni e appena 40 cessazioni. Il tasso di crescita raggiunge così il +0,85%. In crescita anche le imprese individuali, con 73 attività in più e un tasso del +0,39%. Unico dato negativo quello delle società di persone, che registrano un saldo di -6 imprese.

Particolarmente significativi i dati sulle imprese giovanili, straniere e femminili. Le prime crescono del 3,77%, con 85 attività in più; le imprese straniere aumentano dell’1,71%, pari a un saldo di +80, mentre quelle femminili guadagnano 47 unità (+0,62%).

«In provincia di Ravenna tradizione e innovazione si rafforzano a vicenda, a testimonianza della capacità delle imprese di creare valore», sottolinea Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna. Per consolidare questa traiettoria, aggiunge, «è necessario accelerare la trasformazione digitale, investire nell’intelligenza artificiale e sviluppare le competenze necessarie per governare il cambiamento». Una sfida che passa anche dalla collaborazione tra imprese, ricerca e istituzioni, per attrarre talenti e investimenti e costruire una crescita duratura.